Cronaca Locale

Fridays for Future: “Il distretto dell’inquinamento Rende-Montalto è una bomba ecologica ad orologeria”

Ancora adesso non si conoscono le cause del rogo, ma i video dei vigili del fuoco danno una testimonianza di uno stoccaggio scorretto e di pile di rifiuti troppo alte. D’altronde è un dato di fatto che Calabra Maceri, che raccoglie un terzo dei rifiuti in Calabria, non riesce a conferire in discarica quello che giornalmente residua nella massa di rifiuti.

Le responsabilità del sindaco di Rende, tra l’altro presidente dell’ATO di Cosenza, sono chiare. Le cittadine e i cittadini che abitano nei pressi della zona Industriale tra Rende e Montalto da anni vivono in un territorio fortemente inquinato. Ex Legnochimica, depuratore consortile Coda di Volpe, ex inceneritore, discarica 2b, centrale a biomassa, Calabra Maceri hanno messo e mettono ancora oggi ha rischio la salute della cittadinanza e dell’ambiente. Né alle amministrazioni passate né a quella Manna il tema della salute dei/delle cittadine sembra stare a cuore.

Sembra che Rende debba continuare ad essere il luogo ideale dove speculare e fare soldi, è evidente che la salvaguardia dell’ambiente in questo territorio non è mai stata una priorità. Al massimo solo e soltanto qualche sporadica iniziativa di facciata, forse per tentare di coprire la realtà dei fatti, che è chiara a chi a ridosso di quella zona respira quotidianamente esalazioni maleodoranti. In particolare Rende attualmente si trova ad essere amministrata da un sindaco incapace di dare una programmazione seria all’ATO di cui è presidente. L’unica cosa che riesce a fare è esimersi dalle sue responsabilità e tentare di relegarle ad altri. Dunque vorremmo sapere come realmente Marcello Manna intende affrontare la gestione dell’inquinamento ambientale del suo territorio, perché non abbiamo dimenticato che intendeva realizzare ecodistretto e termovalorizzatore nel suo comune, che sarebbero stati l’ennesimo stupro del territorio. Poi evidentemente accortosi del “marro” ha preferito delegare le sue responsabilità alla Regione, chiedendo di nominare un commissario appositamente per la questione ecodistretto.

Il “distretto dell’inquinamento” Rende-Montalto invece è una realtà consolidata ormai da decenni, grazie alla speculazione di affaristi senza scrupoli, amministrazioni colluse e di tutta la classe politica rendese che ha tenuto gli occhi chiusi fino ai giorni nostri.

Ai vertici dell’azienda Calabra Maceri gestita da Pellegrino chiediamo:

Era presente un piano antincendio nell’area dei capannoni? Se sì, come mai i vigili del fuoco sono dovuti intervenire dalla notte alla mattina seguente?

I cumuli di rifiuti indifferenziati e di materiale plastico presenti nel piazzale erano adeguatamente protetti? Perché se non lo erano il loro incendio può produrre composti chimici molto dannosi per la salute.

In caso di un’emergenza come questa l’azienda era provvista di un piano per tutelare la salute dei lavoratori/delle lavoratrici e della cittadinanza?

Tra sindaci incompetenti e speculatori affaristi, Rende sembra essere una bomba ecologica ad orologeria. Ci sentiamo di esprimere massima vicinanza alla cittadinanza ed a chi lavora.

VOGLIAMO SICUREZZA PER LA SALUTE DEI CITTADINI E DEI LAVORATORI DELLA CALABRA MACERI. VOGLIAMO CHE IL TERRITORIO DI RENDE NON SIA MARTORIATO DALL’INQUINAMENTO!

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