Politica Nazionale

Fridays For Future: “ENI tu hai inquinato la Calabria, ora i rifiuti li smaltisci tu”

Pochi calabresi sanno che l’11 Maggio si è svolto alla Cittadella della Regione Calabria un importantissimo tavolo tecnico. La notizia non ha sicuramente avuto il giusto rilievo. Il tavolo ha riguardato il Piano Operativo di Bonifica delle aree industriali di Crotone. Tra i partecipanti Eni, Confindustria, il sindaco Vincenzo Voce, la consigliera regionale Flora Sculco, l’assessore all’Ambiente Sergio De Caprio, i tecnici della Provincia e del Comune di Crotone e diverse rappresentanze sindacali.

Meglio tardi che mai, direte voi. Sono stati necessari “solo” in questi anni un aumento esponenziale delle patologie tumorali attorno all’area, indagini chiuse e riaperte, commissioni d’inchiesta, molteplici denunce, manifestazioni e un intervento del Ministero dell’Ambiente.

Però il fatto è che ora dopo aver avvelenato per anni la nostra terra la multinazionale Eni sembrerebbe intenzionata a operare una bonifica “a metà”. Rimangiandosi la parola data in un precedente incontro Eni ha espresso la volontà di lasciare in Calabria 112.000 tonnellate di rifiuti pericolosi. Precedentemente aveva promesso uno smaltimento sicuro fuori regione.

L’azienda ha ora avanzato due proposte: conferire i rifiuti pericolosi all’interno del sito ex Pertusola, con una barriera fisica perimetrale, oppure realizzare una discarica a pochi metri nel sito Eni Rewind.

Oltre il danno la beffa! In entrambi i casi non ci sarebbe nè la tanto attesa messa in sicurezza del territorio crotonese nè una soluzione reale di smaltimento. Bene che il sindaco di Crotone, un tempo leader del Comitato” La Collina dei Veleni”, abbia mostrato delle perplessità ma non basta.

Lanciamo un appello alla Regione Calabria, alla Città di Crotone e anche al Governo italiano: non lasciate che questa ulteriore ingiustizia avvenga sotto i vostri occhi. Ci rivolgiamo a tutti i politici calabresi, soprattutto a quelli seduti in Parlamento: prendete posizione. È importantissimo!

Eni continua a giocare con la vita dei calabresi, ma la misura è colma. Abbiamo già perso tanto, troppo, ed è arrivato il momento di riprenderci il nostro futuro.

 

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