Forum Riformista: La Cultura, sostenibilità dello sviluppo economico e occupazionale
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Forum Riformista: La Cultura, sostenibilità dello sviluppo economico e occupazionale

Il Forum Riformista, plaude all’impegno assunto in questa campagna elettorale di Rende dall’On.le Sandro Principe in ordine alla promozione del comparto culturale.

di Francesca Straticò

Un’acclamazione all’ennesimo esempio di lungimiranza e visione politico-amministrativa dell’On.le Sandro Principe, il quale, con il capitolo del suo programma, diretto a promuovere, incentivare e sostenere, le iniziative culturali, dimostra di avere seriamente a cuore lo sviluppo sostenibile territoriale.

La cultura, quale diffusione di conoscenza, di saperi, di idee, come circolazione di pensiero ed anche come affinamento delle capacità di critica e giudizio e di comprensione dell’arte in tutte le sue forme e manifestazioni, è esigenza ampiamente condivisa dal Forum Riformista, che la pone tra le finalità fondamentali alle quali dirigere i propri sforzi e le proprie energie, ma questa è solo una parte della rilevanza del comparto cultura, perché la cultura ha anche un elevato potenziale economico. Sarebbe sufficiente considerare come l’innovazione della comunicazione, attraverso il web, vede le nuove strategie di marketing per il turismo ancorate alle iniziative culturali e dirette, dunque a mettere in connessione cultura ed economia. Questo è probabilmente uno dei tasselli che, negli ultimi anni, è mancato allo sviluppo di Rende e della provincia cosentina.  Soprattutto da noi , infatti, nonostante le bellezze paesaggistiche naturali, lo sviluppo turistico, è mancato perché abbiamo, inesorabilmente, risentito anche del mancato adeguato sviluppo dei beni culturali, e da qui il ritardo che, può e deve, essere recuperato.

Il settore turistico, che, peraltro, non è il solo che trarrebbe benefici economici dalla promozione di attività culturali, in Italia rappresenta circa il 5% del PIL e occupa oltre un milione e mezzo di persone, ne consegue che, se fosse adeguatamente sostenuto da una amministrazione , come si propone di essere quella di Sandro Principe , dotata degli strumenti intellettuali ed intellettivi utili e necessari, il livello occupazionale ne trarrebbe sicuro beneficio In linea, inoltre, a questo assunto impegno alla promozione delle attività culturali,  Principe sostiene da tempo la necessità di creare quelle sinergia tra pubblico e privato che tanto, anche per il comparto cultura, potrebbero rivelarsi fondamentali. La cultura , inoltre, essendo un valore di civiltà è, evidentemente risorsa per una crescita economica effettiva e, soprattutto, sostenibile. Molti, infatti, gli economisti che analizzando il comparto culturale si sono soffermati sulle potenzialità di crescita occupazionale e, più in generale, sull’incidenza sul volume d’affari producibile da detto comparto, senza alcuna interferenza, diretta ed immediata, sull’ambiente e sulla vivibilità del territorio.

Francesca Straticò

La cultura è di interesse collettivo e valorizza anche il cosiddetto “ capitale umano” ed, inoltre, esalta la territorialità ed ostacola la delocalizzazione di molte attività che, pur non essendo culturali in senso stretto, sono al comparto cultura, strettamente collegate come, ad esempio, le attività artigianali, la enogastronomia, la recettività, le attività di marketing e promozione e molte altre; in termini tecnico statistici nei paesi della UE vengono considerati due i principali blocchi di attività culturali: il “visual arts-performing arts-heritage” ovvero quello composto da archivi, musei, biblioteche, mostre, teatro ed il “cultural industries” relativo alla promozione, produzione, alla musica, allo spettacolo alla cinematografia ed alla editoria. In sintesi il rapporto tra cultura ed economia oggi è precipuamente stretto, e le due cose sono strettamente collegate al punto che risulta doveroso, come si prepara a fare l’amministrazione guidata da Principe, studiare nuovi equilibri tra domanda e offerte, e nuovi orientamenti verso possibilità di utilizzo delle risorse, territoriali ed umane e ciò in favore di un complessivo e diffuso miglioramento economico e, più in generale in favore di un netto miglioramento delle complessive condizioni di vita.

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