Ferretti: "Manna ha relegato la Città all’oblio e al disordine"
Politica Locale

Ferretti: “Manna ha relegato la Città all’oblio e al disordine”

Il ballottaggio sarà tra chi ha voluto consegnare la Città per 5 anni al Medioevo e chi intende da sempre donarla allo splendore che le spetta

Di Andrea Ferretti

Mai come in questi anni, Rende è stata avvolta dall’oscurantismo, dalla regressione culturale e da continue invasioni ed ingerenze da parte di attori politici della vicina Cosenza. E questa è una breve sintesi di un giovane di 29 anni, il sottoscritto, che ha conosciuto e vissuto Rende sia nell’età dell’oro antecedente al Commissario sia in quella attuale che considero Medievale. Già, perché è davvero inconcepibile affermare che l’Amministrazione uscente sia stata in grado di intercettare i bisogni attuali della popolazione rendese, così come è inconcepibile affermare che la stessa sia in grado di offrire alla Città una visione capace di renderla protagonista nel contesto dell’Area Urbana e dell’intera Regione. Ma ragioniamo per assurdo ed assumiamo che le due suddette affermazioni siano vere. A questo punto, potrei parlare di una Città pulita, sostenibile e soprattutto di una Città pivot di qualsivoglia iter di conurbazione. Ma l’ ”assurdo” non può e non deve appartenere alla Ragione tanto a lungo, altrimenti verremmo condotti nella mistificazione e nel mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie. L’assurdo appartiene, invece, a Manna che ha relegato la Città all’oblio e al disordine. Nel corso degli anni, ho visto accadere di tutto: dall’assenza totale di programmi per favorire la navigazione della macchina amministrativa “a vista”, fino alla carenza totale dell’ordinaria amministrazione. Questione di debiti? Bene, parliamone. E’ una questione di debiti il fatto che, solo per fare un esempio, non si riesca a ridare dignità ai parchi fluviali (vv. pulizia Torrente Emoli, oggetto di numerose richieste protocollate a firma del sottoscritto)? E’ una questione di debiti il fatto che la Città sia diventata una discarica diffusa a causa della cattiva gestione della raccolta differenziata? E’ una questione di debiti il fatto che non si possa ridare il giusto fiato al commercio ed ai poveri commercianti costretti a chiudere per trasferirsi nel capoluogo bruzio? E’ una questione di debiti il fatto che ogni quartiere stia diventando periferia senza un Centro? E ancora, è una questione di debiti il fatto che per cinque anni il Comune non sia riuscito ad interpretare il ruolo di catalizzatore per creare le giuste sinergie tra l’Università della Calabria e l’Area industriale al fine di creare occupazione e di conseguenza reddito? Non penso proprio visto la certificazione del Commissario Valiante sulle casse risanate e visto che i mutui contratti dalle precedenti amministrazioni hanno consentito di donare alla Città un valore immobiliare di € 260 milioni. E allora si tratta di negligenza, o più semplicemente di obiettivi diversi? Forse si, obiettivi diversi ed ingenti spese mirate per dare a Rende eventi culturali di tutto rispetto, come Martufello o, addirittura, la “Pizza più lunga del Mondo”. Suvvia, dai 25 ai 29 anni sono eventi capaci di strutturarti come persona, ma, soprattutto utili ad un arricchimento culturale. Peccato solo che ho una buona memoria e che fresco e mai sbiadito è il ricordo della presenza nella mia Città di Ovadia, Cammariere, Servillo, Elio, Venuti, Piovani, Capossela così come de “La prima italiana dei capolavori del cinema restaurato” e la prima nazionale di Placido Rizzotto. Però, tra tutti questi interrogativi posti in maniera leggermente irriverente, ma sicuramente con schiettezza, ho la certezza che i miei concittadini abbiano ben percepito il “cambiamento” promosso dall’uscente Amministrazione. Un cambiamento, sì, ma al ribasso e certificato da un’altissima mobilitazione dei rendesi in occasione della chiamata alle urne di domenica scorsa e dalla certezza del ballottaggio tra chi ha voluto consegnare la Città per 5 anni al Medioevo e chi intende da sempre donarla allo splendore che le spetta. E che luce sia.

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