Politica Locale

FERRETTI: MANNA E LE FAKE NEWS SUL BILANCIO-TUTTA LA VERITA’ PUNTO PER PUNTO

Quando il Sindaco uscente punta il dito verso le precedenti amministrazioni ree di aver causato una voragine debitoria dell’ammontare di Euro 80 Mln, ignora il fatto che verso se stesso ne punta tre. E sempre tre saranno le motivazioni per dimostrare che il rispetto e la lealtà verso i cittadini sono qualcosa di serio, ma che non appartengono alla scellerata compagine che ha governato Rende nel corso di questi 5 anni.

Prima motivazione: gran parte della cifra che Manna dichiara, circa Euro 44 Mln, appartiene a Mutui per investimento, da tempo in ammortamento, che hanno fruttato un patrimonio immobiliare  che oggi vale oltre Euro 200 Mln, dato plasticamente certificato dalla stessa amministrazione Manna come si evince a pagina 47 della Relazione al rendiconto di gestione 2018, approvata con la Delibera di giunta n. 112 del 10.04.2019 ed allegata al Rendiconto di gestione 2018 approvato in Consigio comunale nella seduta del’08 Maggio 2019 con la Delibera n. 18.   

Seconda motivazione: l’anticipo di liquidità di oltre Euro 14.800.000 proviene solo in parte dall’amministrazione Cavalcanti, poco più di Euro 3 Milioni ( 3.098.206,48) da pagare in 30 anni, mentre i restanti Euro 11.735.578,86 sono stati richiesti dall’amministrazione uscente , come è facilmente rinvenibile dal sito istituzionale dell’Ente, allorquando con Determinazione n. 298 del 06.10.2014 a firma del Segretario generale si è provveduto a contrarre un apposito contratto con la Cassa Depositi e Prestiti. Il Sindaco dimentica, inoltre, di dire che gli oltre Euro 3,5 Mln di anticipo liquidità, richiesti con urgenza alla fine del mese di Febbraio scorso e culminati con il famoso “dito di Elia” per far passare la pratica in Consiglio Comunale, peraltro non ancora incassati, risulterà del tutto inutile per dare fiato alle casse comunali che poi non stanno così bene, a questo punto, come si tenta di far credere, perché dovranno essere restituiti integralmente entro il 31 Dicembre dell’anno in corso!

Terza motivazione: con l’entrata in vigore del Decreto legislativo n.118/2011, a decorrere dal 2015, si è segnato il passaggio dalla contabilità finanziaria a quella c.d. “armonizzata”. Un cambio radicale delle regole e nel modo di rappresenare i dati contabili, nello specifico l’istituto del disavanzo tecnico, che viene etichettato come debito, in realtà dà evidenza giuridica alla diacronia tra riscossioni e pagamenti quando la somma dei crediti riscossi risulta successiva a quella dell’obbligazione passiva già maturata, insomma uno sfasamento temporale, che ha generato, appunto, un disavanzo tecnico da riaccertamento dei residui attivi e passivi di circa Euro 13,5 Mln scaturito da un adempimento obbligatorio dettato dal nuovo sistema contabile. Chiaramente, se non fosse sopraggiunto questo nuovo Disposto in materia contabile, si sarebbe parlato, ad oggi, di un Comune virtuoso. D’altronde, il Commissario Valiante nel passaggio di consegne al Sindaco Manna ha certificato di aver risanato i conti, attraverso l’approvazione del piano di riequilibrio, finanziato in gran parte dal fondo di rotazione, a tasso 0,  per circa Euro 10 Milioni sui diciassette totali, mentre i rimanenti sono da attribuirsi, quasi in egual misura, al disavanzo di amministrazione, proseguendo un trend di riassorbimento come negli esercizi precedenti, e da un accantonamento per debiti potenziali da contenziosi all’epoca non ancora definiti.

Oltre le tre motivazioni, vorrei aggiungere anche un elemento che pare sia diventato il cavallo di battaglia della campagna elettorale di Manna: il presunto aumento di ore dei c.d. Part Time in gran parte provenienti dal bacino Ex LPU. Partendo dal presupposto che l’effettivo aumento di ore è del tutto irrisorio (si parla per la maggior parte dei casi di 3/6 ore rispetto ad un monte ore di 36 settimanali). Manna dimentica che se ha potuto realizzare questa operazione è solo merito delle amministrazioni riformiste precedenti che con grande lungimiranza hanno inserito in dotazione organica questa fondamentale forza lavoro, anticipando, come sempre, i tempi della politica, visto e considerato che solo in Calabria oltre 4.000 unità appartenenti agli LPU sono ancora precari veri, non stabilizzati!

ANDREA FERRETTI

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