Cultura e Società

Educati e umili, la ricetta del successo

L’educazione è uno degli elementi più importanti del rapporto tra noi e le persone che ci circondano. Ci viene insegnata da quando nostra madre ci concepisce, spiegandoci quali sono i comportamenti, le parole e i modi per rapportarci in tutte le situazioni interpersonali che quotidianamente si presentano. Purtroppo alcune volte capita che, nel corso della crescita di una persona, accadono situazioni in cui l’insegnamento dell’educazione è condizionata da dinamiche impreviste, che influenzano la vita sociale e il rapporto con gli altri; in generale, chi vive queste situazioni ha difficoltà, chi più e chi meno, ad impararla durante il corso della vita.

Essere educati significa usare il buon senso e le buone maniere facendo sì che gli altri si sentano apprezzati; soprattutto nella società di oggi usare quella che Marco Aurelio, filosofo e imperatore romano, definiva “la gioia dell’umanità”: la gentilezza. Già, perché se è vero che i suoi tanti contrari, dalla maleducazione all’insolenza, dall’arroganza a varie forme di violenza che avvelenano la vita, è certo che la gentilezza la migliora, la rende più dolce per tutti.

Se a questo importante ingrediente aggiungiamo la capacità di apprezzare noi stessi per quelli che siamo, essere modesti senza alcuna superbia o orgoglio, senza ritenersi migliore o più importante degli altri, potremmo dire di avere una delle ricette, anzi forse la ricetta più efficace per coltivare e rafforzare le nostre relazioni umani e sociali.

Oggi non è facile mantenere questa attitudine quotidianamente con le persone che conosciamo o incontriamo, ma come diceva Nelson MandelaL’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo.

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