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La macchina economica, specie nell’ultimo periodo, funziona in base ai parametri del Mercato. Di fatti, per definizione, gli Stati del mondo si trovano in un regime di economia di libero mercato. Essenzialmente, semplificando di molto, è la domanda dei consumatori che indica i bisogni e, quindi, cosa produrre e distribuire. Non solo, l’economia di mercato è, sempre per definizione, un economia di libera concorrenza; anche se conosciamo benissimo come viene distorto di volta in volta il paradigma della libera e leale concorrenza da parte di Oligopoli e Monopoli, che, il più delle volte, hanno l’appoggio o la compiacenza del potere politico che comanda in un dato territorio in un certo periodo.

Ma il sistema economico è solo un sistema di economia di libero mercato? Osservando più precisamente la situazione possiamo definire le economie dei paesi sviluppati come economia di mercato a carattere lineare. Ma cosa significa ciò?

L’economia lineare, come dice la parola stessa, è un economia che ha un processo e un cammino lineare e non circolare, la macchina economica si basa su 4 step: estrazione di materie prime, produzione di beni, distribuzione e consumo di massa, smaltimento del bene quando esaurisce l’utilità nel ciclo economico.

Osservando le statistiche degli ultimi anni, in Europa, possiamo notare una crescita del Prodotto Interno Lordo ed un aumento della propensione al consumo da parte dei cittadini. Essendo che il regime economico è, come abbiamo detto, a carattere lineare, procedendo con un esercizio mentale e analizzando il nesso causa-effetto, possiamo arrivare ad una conclusione: se aumenta la produzione ed aumentano i consumi, la produzione di rifiuti, grandezza direttamente proporzianale alle variabili suddette, non può che aumentare. Per questo, negli ultimi tempi, si sono svolte ricerche e si sono sviluppato pratiche, accolte dalle governance mondiali, specie in UE, volte all’implementazione di un nuovo tipo di economia, ovvero: l’economia circolare.

Ma cos’è l’economia circolare?

Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation economia circolare «è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera». L’economia circolare è dunque un sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi.

Sostanzialmente, i beni che hanno terminato il ciclo di vita nel sistema economico invece di essere smaltiti vengono, in molteplici modalità, fatti rientrare nel ciclo-produttivo. Questa pratica, accompagnata dallo sviluppo di una coscienza ambientale condivisa, potrebbe ovviare all’accumulo di rifiuti dannosi per la nostra salute e per quella del pianeta in cui viviamo.

Ma cosa è in concreto l’economia circolare? Alcuni esempi tutti italiani.

Gli esempi sono presi da un articolo presente nel sito della società PLT puregreen

The Circle

The Circle è un’azienda agricola che produce cibo in modo assolutamente innovativo e sostenibile grazie alla tecnologia dell’acquaponica, senza produrre alcun tipo di rifiuto e inquinamento.

L’azienda è nata a Roma da 4 giovani ragazzi laureati in biotecnologie con la passione per la circolarità.

Grazie alla tecnologia che hanno progettato e realizzato, la produzione di ortaggi è stata abbinata all’allevamento di pesci. L’alimentazione e la respirazione dei pesci in vasca producono ammoniaca e scarti organici che si trasformano in fertilizzante per le piante. Le piante ricevono quest’acqua ricca di principi nutritivi e crescono forti e rigogliose, senza l’impiego di sostanze di sintesi. L’acqua che non viene assorbita dalle piante torna pulita nella vasca dei pesci permettendo un risparmio idrico del 90%.

Majra Moda

L’azienda  si trova a Cassano delle Murge e si occupa di produzione di maglieria dal 1988.

Nel 2018 l’azienda si è convertita alla circolarità e ha lanciato una linea di abbigliamento ecologica che si chiama “Fortunale”.

L’obiettivo è quello di realizzare capi naturali, colorati con tinture vegetali che non contengono sostanze chimiche. Viene utilizzata esclusivamente lana biologica che proviene da allevamenti in cui gli animali sono liberi di pascolare e non vengono sottoposti a trattamenti antiparassitari nocivi per la loro salute e per la nostra.

Il processo di coloritura è privo di sostanze chimiche e vengono utilizzate antiche ricette di tintura che prevedono l’utilizzo di ingredienti naturali come foglie, fiori, bacche e radici.

Fortunale è un progetto che s’ispira alla sostenibilità e alla filosofia dell’economia circolare perché ogni capo viene pensato sin da principio per essere riciclato quando non verrà più utilizzato. Infatti, le fibre possono essere rigenerate e diventano nuova materia prima.

La via della circolarità non è di sicuro semplice. Servono competenze, onestà, impegno e conspevolezza per poter attuarla. Naturalmente il cambiamento, per essere completo, dovrà essere fatto in maniera strutturale ed i principali attori economici e politici devono intercettare questo cambiamento in vista dei prossimi anni. Si stima quasi ogni anno che il pianeta esaurisce le risorse naturali disponibili già verso Agosto. In realtà non è che le risorse si esauriscono totalmente, esiste una stima di sostenibilità che spiega che ogni anno gli umani hanno a disposizione un tot di risorse massimo da poter prelevare per essere in sinergia con l’ambiente. Puntualmente, ogni anno, esauriamo questo budget già verso gli ultimi mesi estivi.

La risposta da parte dell’essere umano, quindi, deve essere celere e concreta. Solo aiutando il pianeta possiamo far sì che esso ricambi.

 

 

 

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