Cultura e Società

La Dott.ssa Teresa Iorio descrive “Il disagio giovanile”

I GIOVANI E IL DISAGIO

Quotidianamente le cronache nazionali, i mass media portano all’attenzione avvenimenti concernenti problematiche giovanili: comportamenti di bullismo, esclusione, violenza, dipendenze da sostanze, dipendenze comportamentali.  

Nella società caotica e disorganica del terzo millennio, venuti meno molti valori, punti di riferimento, i giovani psicologicamente si sentono smarriti e fragili, rischiando di vivere anche una sorta di “analfabetizzazione emozionale”, tale da portarli a vivere un forte disagio.  Con il termine “disagio” si indicano le difficoltà che possono travolgere diverse sfere della vita dei giovani a livello affettivo, familiare, scolastico, sociale.

Come riconoscere un disagio? Il disagio giovanile ha varie sfaccettature e fissa la sua genesi nelle primordiali esperienze affettive e relazionali di un bambino.

Può essere mostrato attraverso vari segnali quali ansia, cambiamenti di umore, nervosismo o diventare sintomi quali disturbi psicosomatici, disturbi del comportamento alimentare, disturbi del comportamento, dove convergono una molteplice serie di condotte socialmente disfunzionali, quali aggressività, impulsività, oppositività e iperattività.

 

L’insieme dei segnali agisce da pre-allarme, ma se viene trascurato, minimizzato, il disagio irrompe con i suoi sintomi. Se il disagio viene esaminato e controllato prima che si sviluppi, si possono scongiurare forme più problematiche di natura psicopatologica.

La prevenzione, il ruolo della famiglia, della scuola, degli psicologi giocano un ruolo fondamentale.   Rendere operativo un intervento di rete con valore preventivo, necessita di piena collaborazione tra tutte le agenzie educative e lo psicologo, solo così si può dare concreto appoggio ai giovani, evitando che loro impieghino modalità negative ed autodistruttive.

 

Psicologa Dott.ssa Teresa Iorio 

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