Diritti civili / diritti sociali. E se guardassimo un po' indietro?
Politica

Diritti civili / diritti sociali. E se guardassimo un po’ indietro?

Dal profilo del prof. Brunello Mantelli

Si susseguono discussioni sul nesso tra gli uni e gli altri e sul loro non semplice rapporto. Priviamo però a guardare un po’ indietro.

Il movimento operaio e socialista (o movimento dei lavoratori) nacque ovunque dal tronco del movimento democratico e dalla sinistra liberale. Fu così in Germania (dalla Sächsische Volkspartei nacque la Sozialdemokratische Arbeiterpartei), in Gran Bretagna, in Italia, in Austria-Ungheria, in Francia. Nel movimento operaio e socialista della seconda internazionale obiettivi democratici ed obiettivi socialisti andavano di pari passo.

Perché oggi invece appaiono spesso divaricati se non antagonisti, e si assiste semmai a ripetuti tentativi di sussumere gli uni dentro gli altri, in entrambe le direzioni. Che cosa è successo?

Credo che si debba rispondere: “La rottura tra socialismo e democrazia è stata determinata dal costituirsi del bolscevismo, e ingigantita enormemente dal fatto che il bolscevismo, per un insieme di circostanze complesse e solo in piccola parte riconducibili all’agire politico dei suoi dirigenti, Lenin compreso, è arrivato al potere in un grande, per quanto assai arretrato, paese, instaurandovi quello che, con felice formula, Andrea Graziosi ha definito: ‘un socialismo antisocialista’“.

Ovviamente la presa del palazzo d’Inverno nel 1917 e poi il consolidamento dopo la guerra civile hanno trasformato il bolscevismo in modello politico da far proprio e imitare in molti altri paesi, sino al definitivo collasso dell’URSS ormai 32 anni fa.

Se questo è vero, la via maestra per ricomporre il dissidio (più presunto che vero) tra diritti sociali e diritti civili non può che passare per la critica radicale del bolscevismo e dell’esperienza bolscevica, e per il riallacciarsi alle esperienze del movimento operaio e socialista anteriori alla cesura del 1917.

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