Cultura e Società

DCA e la cultura dell’Educazione alla salute

Nella società del terzo millennio, si dà grande rilevanza all’immagine e il messaggio che quotidianamente filtra, è quello della ricerca della bellezza e perfezione del corpo. In molti ricorrono alle palestre, diete, estetista, chirurghi estetici, pur di non essere delusi del proprio aspetto e con la preoccupazione di non piacere. Questo ideale culturale estetico conduce spesso le persone, soprattutto gli adolescenti, a correre il rischio di cadere in grave forme di psicopatologia, quali i DCA.I DCA (disturbi del comportamento alimentare) nella società in cui viviamo sono, in maniera energica, in crescente aumento sia nel sesso maschile sia in quello femminile e gli adolescenti sono la fascia di età più a rischio di insorgenza di queste problematiche.
Con il termine “DCA” si indicano patologie caratterizzate da una alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo.
Nel DSM-5(quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), è stato specificato un capitolo a parte sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

Tra i DCA sono identificati:

I DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE NELL’INFANZIA con i disturbi della Pica, Disturbo da ruminazione, Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo

I DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE con i disturbi dell’Anoressia Nervosa, della Bulimia Nervosa, del Binge Eating Disorder

ALTRI DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE

Da studi scientifici svolti, si è evidenziato che un terzo dei pazienti con disturbi dell’alimentazione, mostra anche la presenza di un disturbo di personalità tra i seguenti:
il disturbo borderline di personalità, il disturbo evitante di personalità, il disturbo paranoide di personalità, il disturbo istrionico di personalità, l’alessitimia.

I fattori di rischio potenziali dell’insorgenza dei disturbi dell’alimentazione sono di tre tipi, correlati tra di loro.
Fattori individuali: l’età, livello di autostima. Fattori familiari: famiglie in cui esiste molta attenzione ai temi dell’aspetto fisico e dell’alimentazione; rapporti disturbati tra madre e figlia; conflitti familiari gravi con abusi di qualsiasi tipo e violenza. Fattori socioculturali: modelli culturali di perfezione, ideale della magrezza, esaltati da tutti i mezzi di comunicazione, oggi in particolar modo dai social network.
I disturbi alimentari in quest’epoca, quindi, rappresentano un problema che non si può trascurare. L’ambiente scolastico ed extrascolastico, devono diventare una eccellente base per iniziative di prevenzione e promozione della salute. L’insegnante, gli educatori delle agenzie extrascolastiche sono tra le varie figure a contatto con i ragazzi, per cui assumono un importante ruolo nella lotta contro i disturbi alimentari.
La scuola, l’oratorio, la palestra, sono luoghi in cui i ragazzi imparano, si mettono in discussione, sperimentano e si confrontano con i propri compagni, ma anche con se stessi. È opportuno, pertanto, oltre a ricercare la presenza del rischio in questi ambienti educativi, proporre in essi
attività per sperimentare e sviluppare abilità e competenze personali e sociali fondamentali, proporre quindi, iniziative di promozione della salute che attivino lo sviluppo di Life Social Skills.

a cura di
Psicologa dott.ssa Teresa Iorio

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