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Un triste tuffo nel passato: Dall’europeismo ai nazional-fascismi

Troppi nazionalismi poca Europa

Il drastico acutizzarsi dei termini di conflittualità sociale, effetto di una connessione di variabili comprendente la natura politica ed economica delle forme di organizzazione sociale in tutti i suoi livelli micro e macrostrutturali, è il sintomo inconfondibile che alcune “ideologie”che spesso incautamente definiamo defunte, stiano in tutti i modi cercando di adattarsi  in modo incalzante nelle issues poste in essere dalle recenti  fratture sociali.

Altiero Spinelli “Profeta” dell’Europa

Se c’apprestassimo a  studiare singolarmente la realtà degli stati europei, considerando  in tale analisi ogni livello di organizzazione sociale, si potrebbe tranquillamente asserire, che determinate idee, teorie, e  valori che assurgono ad una forma di irreggimentazione della società, stanno inesorabilmente riemergendo, attecchendo e contaminando ogni singolo spazio della vita sociale dell’individuo; ovviamente le forme di infiltrazione potranno apparire differenti rispetto agl’archetipi tradizionali, ma il culto della violenza nelle sue smisurate varianti rimarrà la base edificante per la ricostruzione di quella forma di organizzazione sociale che ha contraddistinto alcune realtà europee,  a partire dagl’anni venti del novecento.

Considerando una serie di fattori, che hanno in un certo senso hanno rallentato se non frenato del tutto i processi d’integrazione europea, oggi è troppo  percepibile questa avvolgente ondata d’odio,  che sta inesorabilmente sommergendo gli Stati di tutto il mondo; ogni principio di solidarietà sociale, di appartenenza ai valori del universalismo umano, ogni concetto utopistico atto alla realizzazione del massimo della felicità di ogni essere umano, appare come un bieco ricordo, memoria di una cultura sociale e politica che forse non esiste più.

Siamo dunque dinnanzi ad una nuova epoca dei nazionalismi?  Pronti nuovamente ad accettare passivamente paura, discriminazione e culto isterico della  violenza? Siamo giunti alla fine dell’europeismo?

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