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Rilanciare la Biblioteca civica, darle una nuova governance, ripianarne l’esposizione debitoria, anche risolvendo la questione delle mensilità arretrate accreditate dai tre dipendenti, e mettere il suo inestimabile patrimonio librario a disposizione non solo dei cittadini di Cosenza, ma di tutta la provincia e della regione e di una platea di fruitori sempre più diffusa. Sono stati questi i temi affrontati dalla Commissione Cultura, presieduta dal Consigliere comunale Massimiliano Battaglia, che ha ospitato l’audizione del Presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, in rappresentanza dell’ente che, per statuto, insieme al Comune, concorre al mantenimento finanziario della Biblioteca. Alla commissione ha preso parte anche il dirigente del settore risorse finanziarie e bilancio di Palazzo dei Bruzi, avv.Francesco Giovinazzo. La seduta di Commissione è stata introdotta dal Presidente Battaglia che, nel ricordare l’ordine del giorno, ha sottolineato che “la problematica della Biblioteca civica non è strettamente legata agli stipendi dei dipendenti, che è comunque una questione fondamentale, ma investe anche il ruolo di Comune e Provincia e la loro capacità di concorrere al mantenimento dell’istituzione culturale e quindi la possibilità stessa di dare avvio alle sue attività, alla programmazione e al suo stesso rilancio”.

“La situazione della Biblioteca – ha esordito il Presidente della Provincia Iacucci – non è sicuramente florida, ma di grande e grave difficoltà. In questi mesi abbiamo dovuto mettere a posto tutta una serie di procedure per quanto riguarda la situazione finanziaria, perché non si approvavano i bilanci e i consuntivi da 4 anni”. Iacucci ha indicato la consistenza dell’attuale esposizione debitoria dell’istituzione culturale che riguarda diverse voci, la più significativa delle quali (600 mila euro) si riferisce al debito nei confronti dell’Agenzia del demanio, riferito ai canoni che la Biblioteca civica deve corrispondere per l’occupazione degli spazi dove una parte di essa è sistemata. “La Biblioteca – ha aggiunto Iacucci – era esposta per 7 mila euro al mese. Siamo riusciti ad avere un rapporto proficuo con l’Agenzia del demanio, grazie all’intercessione del  Sottosegretario ai beni culturali Anna Laura Orrico,  e a convincerla a trasferire la proprietà del bene (Il Complesso di Santa Chiara) al Ministero dei beni culturali. E’ stato firmato a tal proposito – ha aggiunto Iacucci – un protocollo d’intesa tra Ministero, Agenzia del demanio, Provincia e Comune di Cosenza per il trasferimento di tutto il complesso alla proprietà del Ministero che, nello stesso protocollo, ha trasferito l’uso gratuito del bene alla Provincia di Cosenza. Questo ha significato un’economia di 7 mila euro al mese. Il complesso di Santa Chiara è stato così confermato nella disponibilità della Biblioteca civica. Poi c’è la gestione corrente – ha proseguito il Presidente della Provincia – con i 3 dipendenti che non si pagano da molte mensilità (18). Di fronte a questo problema dobbiamo capire anche quali sono le entrate della Biblioteca civica. I due enti che la sostengono in qualità di soci sono la Provincia e il Comune. Quest’ultimo partecipava alla gestione della Biblioteca per 120 mila euro all’anno, la Provincia per 80 mila. La Provincia nel 2019 ha saldato tutto, nel 2020 ad oggi ha trasferito 50 mila euro serviti per il pagamento di alcune mensilità ai dipendenti, ma anche per far fronte alle spese correnti e si sta preparando a versare ulteriori 30 mila euro come saldo del 2020”. A chiarire l’entità della contribuzione finanziaria del Comune alla Biblioteca civica è intervenuto in commissione il Dirigente del settore bilancio, avv.Francesco Giovinazzo che ha evidenziato come il Comune, dal 2011 ad oggi, abbia erogato alla Biblioteca civica un milione 426 mila euro, di cui 104 mila nel 2018. “Per il 2019 la biblioteca – ha aggiunto Giovinazzo – ha fatto richiesta di insinuazione alla massa passiva e su questo la competenza è della commissione straordinaria di liquidazione che se c’è un atto di liquidazione, lo tratterà come un normalissimo credito di un terzo. Da una parte non può non riconoscerlo, dall’altra, opererà le trattenute previste e che la commissione si è data”. Per il dirigente Giovinazzo “sono maturi i tempi per una revisione dello Statuto della Biblioteca, ma anche per rivedere tutta la sua situazione giuridica”. Sul mantenimento del contributo del Comune, attesa la situazione di dissesto dell’Ente, Giovinazzo ha posto una questione interpretativa “in quanto – ha detto – nell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, approvata dal consiglio comunale e attualmente al vaglio del Ministero dell’Interno, quello alla Biblioteca è stato considerato come un contributo e come tale non rappresenterebbe una spesa obbligatoria né il servizio che ne deriva è catalogato tra quelli essenziali.  Si può discutere – ha aggiunto Giovinazzo – se si tratta di contributo discrezionale o se si tratta della quota di partecipazione a un organismo associativo di cui il Comune fa parte o, ancora, se incarna la proiezione, in un ente terzo, di un’attività dell’Ente che è quella di rendere un servizio culturale a favore della cittadinanza. L’art.17 dello Statuto questo non lo chiarisce. Il futuro è da scrivere – ha concluso Giovinazzo- e, in tal senso, va sviluppato un ragionamento per stabilire se si configura a carico del Comune un obbligo di partecipazione, se si tratta veramente di un contributo, e come è possibile prevedere somme che nel bilancio stabilmente riequilibrato non ci sono”.

Il Presidente della Provincia Iacucci ha, inoltre, ricordato la firma del protocollo di valorizzazione con il Ministero dei beni culturali, con riferimento all’utilizzo delle competenze e professionalità della Biblioteca nazionale che hanno svolto per diverso tempo un lavoro di catalogazione del patrimonio librario della Civica. Quindi, ha fatto riferimento al progetto, con la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Calabria, finalizzato al restauro dei libri corali, altro patrimonio importante della Biblioteca civica, che è stato portato a termine, “ma – ha detto Iacucci – non riusciamo a riceverli nella struttura perché hanno bisogno di alcuni accorgimenti speciali per preservarli dal deterioramento, e noi non riusciamo ad acquistare alcuni armadi speciali dove custodirli”. Tra gli altri progetti da portare avanti, la sistemazione della sala giuridica che sarà intitolata alla memoria dell’avv.Ernesto D’Ippolito e che accoglierà una donazione del fondo D’Ippolito da parte della famiglia dello scomparso Presidente dell’Accademia cosentina. Iacucci ha, infine, ricordato che è stato completato in questi giorni il passaggio delle consegne al nuovo Presidente dell’Accademia cosentina, il prof.Antonio D’Elia, subentrato al compianto prof.Leopoldo Conforti. D’Elia è diventato, in quanto espressione dell’Accademia, anche nuovo presidente della Biblioteca. In un recente Consiglio di amministrazione si è preso atto della nuova guida e delle nuove cariche. Tra le buone notizie il Presidente della Provincia ha indicato che nel CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo) per il Centro storico, il Comune ha avuto un finanziamento per intervenire fisicamente sul bene della Biblioteca civica per la parte di sua proprietà, mentre il  MIBACT ha ottenuto  un finanziamento per recuperare tutto il complesso di Santa Chiara. Credo che il Comune, la commissione e l’Assessore alla Cultura abbiano – ha concluso Iacucci – il compito di aprire una discussione con le forze culturali della città, per capire la nuova organizzazione da dare alla Biblioteca, anche uscendo dalle rigidità dello statuto, modernizzandolo e mettendolo al passo coi tempi. Non possiamo permetterci più il lusso di disperdere questo eccezionale patrimonio”

Nel corso della seduta sono poi intervenuti i consiglieri Damiano Covelli, Gisberto Spadafora, Vincenzo Granata, Bianca Rende che aveva richiesto la seduta di commissione, Francesco Cito, Giuseppe D’Ippolito e Annalisa Apicella.

Covelli, per mozione d’ordine, ha chiesto al Presidente Battaglia di invitare nelle prossime sedute il Sindaco Occhiuto e di aprire sull’argomento della Biblioteca un’interlocuzione con il Ministero dei beni culturali e il sottosegretario Orrico e la Regione Calabria, per valutare, attraverso gli altri attori e protagonisti fondamentali, come sia possibile recuperare risorse e come rilanciare la Biblioteca. Obiettivo quest’ultimo ribadito anche dal consigliere Gisberto Spadafora che ha de definito anacronistico lo statuto di un ente morale. “La Civica è patrimonio grandissimo della città, della provincia e della regione – ha detto Spadafora. E’ importante che entri in rete e in contatto con l’Università della Calabria e con le sue facoltà. Affrontiamo la problematica dei dipendenti che dimostrano tanta passione, ma rendiamo produttiva la Biblioteca per rilanciarla”. Anche il consigliere Vincenzo Granata ha espresso massima vicinanza ai dipendenti della Biblioteca ed ha proposto l’adozione di una linea di  indirizzo che faccia chiarezza sulla volontà di investire nell’istituzione culturale. “Bisogna – ha detto – allargare l’orizzonte e il tavolo, perché Comune e Provincia da soli non possono farcela”. Un invito a rilanciare e a  tenere alta l’attenzione sulla Biblioteca, che rientra tra le eccellenze storiche di Cosenza”, è venuto dal consigliere Giuseppe D’Ippolito. “Più volte il consiglio comunale – ha detto – si è espresso nella direzione di voler salvare la Civica. Se ci sono degli atti che non sono andati in questa direzione, dobbiamo correre ai ripari”. Per la consigliera Annalisa Apicella “non si può rinunciare alla biblioteca civica che è patrimonio identitario di Cosenza e di tutta la provincia. Bisogna avere il coraggio di affrontare il tema, anzitutto partendo dallo statuto, senza pregiudizi ideologici, altrimenti non ne usciremo. Dobbiamo aprirci alla società civile e fare una sorta di maratona dell’ascolto perché chi ha più competenze di noi ci dica come poter rilanciare l’istituzione culturale e provare a vedere se ci sono anche altre forze disposte a sostenerla e ad investire nella Biblioteca. Essendo soci a noi compete il contributo”.

Per Francesco Cito serve individuare una via d’uscita e servono soprattutto investimenti. “Bisogna – ha detto –  intercettare finanziamenti, anche a livello europeo”. Bianca Rende ha, infine, ricordato il Consiglio comunale straordinario sulla Civica di 4 anni fa. “In quella occasione – ha detto Rende – furono avanzate delle proposte: la revisione dello statuto, l’allargamento della compagine societaria della Biblioteca all’Università della Calabria e alla Regione, ma anche agli altri comuni della provincia e della regione, la digitalizzazione del catalogo. La Biblioteca deve essere trattata come un patrimonio, almeno della Calabria, ma non solo, chiedendo una sorta di azionariato aperto a qualunque istituzione, a partire da Fondazione Carical, Università e Regione, che ritenga di poter utilizzare per i giovani e gli altri utenti i suoi servizi che non possono essere coperti dalla muffa, ma che necessariamente devono vivere. E poi bisognerà lavorare concretamente alla revisione dello Statuto, insieme al nuovo Presidente D’Elia e a una rappresentanza dei consiglieri comunali”.

Autore: Giuseppe Di Donna

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