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Arriva finalmente la tanto agognata prima vittoria al Marulla. Arriva a margine di una prestazione non brillantissima ma era fondamentale vincere. Dunque va bene così. Anzi va più che bene.

Occhiuzzi rispetto alla gara di Lecce cambia un solo uomo, Corsi per Crecco, ma disegna una veste tattica diversa per i suoi undici. Infatti dietro si dispone a quattro con il capitano a destra e Legittimo a sinistra. Completano il reparto Idda e Ingrosso davanti a Falcone. Nel centrocampo a tre Petrucci da play in mezzo a Gerbo e Sciaudone. Il trio d’attacco è composto da Tremolada Gliozzi e Trotta. Con i tre che più volte si cambieranno la posizione durante la gara secondo quelli che sono i dettami tattici di mister Occhiuzzi.

Parte bene il Cosenza con Sciaudone che, con un tiro dalla distanza, fa la barba al palo alla destra di Semper. All’ottavo è invece De Luca, liberato al tiro da Canotto, a impensierire Falcone che se la cava respingendo. E appena due minuti dopo arriva il vantaggio rossoblù: calcio di punizione messo forte e teso in mezzo da Corsi, zampata di Gliozzi e palla in rete. Si è tanto discusso di un possibile autogol di Renzetti, ma a nostro avviso, se pur c’è la deviazione del difensore gialloblu, arriva dopo il tocco netto del centravanti rossoblu a cui ci sentiamo di attribuire la paternità del gol. Al ventesimo i padroni di casa vanno vicinissimi al raddoppio. Dopo un’azione manovrata Trotta rientra sul sinistro e calcia forte a giro con palla che si spegne sul fondo di un niente. Nel finale di tempo sale in cattedra il Chievo e al minuto ventotto il sinistro in diagonale di Canotto, liberato al tiro da uno splendido tacco di De Luca, finisce fuori di pochissimo. Alla mezzora Fabbro trova un corridoio nella difesa rossoblù e calcia di destro con Falcone che di fianco difende benissimo il primo palo concedendo solo il tiro dalla bandierina. Tre minuti dopo Canotto mette un bel cross in mezzo con ancora Fabbro che anticipa tutti ma non centra la porta. Nella ripresa a livello di occasioni succede ben poco con gli ospiti che provano a recuperare la gara ma sbattono sulla difesa coriacea del Cosenza. Rafforzata anche dai cambi di Occhiuzzi che inserisce un Tiritiello in più al posto di Gliozzi a metà ripresa a ricostituire la linea difensiva a cinque. Qualche minuto prima era entrato anche Crecco al posto di Gerbo, claudicante. E a dieci minuti dal termine Ba, Mbakogu e Carretta danno maggior freschezza al posto di Sciaudone, Trotta e Tremolada. Solo nei cinque minuti di recupero la gara torna ad essere vibrante. Prima Carretta completa una ripartenza orchestrata da Mbakogu e Ba e calcia di sinistro di poco a lato. Poi due volte Garritano: con un destro da fuori che Falcone devia in corner e con un tiro da dentro l’area su un pallone inopportunamente rimessogli li da Carretta. Ma arriva il triplice fischio e finalmente si può esultare in casa. Ma non troppo perché martedì si torna in campo e al Rigamonti non bisognerà mollare di un centimetro.

Falcone 6,5 – Dimostra che per superarlo ci vogliono prestazioni superlative. Si oppone a De Luca e Fabbro nel primo tempo e a Garritano nella rpresa, blindando la propria porta. Inoltre dimostra grandissima sicurezza ogni volta che si trova ad uscire sulle palle alte. Leader.

Corsi 6 – Regala l’assist per il gol partita. Però soffre anche la dinamicità di Canotto tuttavia senza soccombere del tutto. Generoso.

Idda 6,5 – Gli attaccanti del Chievo fanno poco in area rossoblu perché lui gioca la solita gara attenta e sfodera il colpo migliore: l’anticipo. Grinta da vendere.

Ingrosso 6,5 – Continua nella serie di prestazioni impeccabili, anche mettendosi a quattro dietro da centrale puro. Piccola pecca lo scivolone nel primo tempo che favorisce la conclusione di De Luca.

Legittimo 6,5 – Da terzino o da centrale non fa la differenza. Anche lui sfodera il suo colpo migliore che è la scivolata e non si fa mai saltare ne da Ciceretti ne da nessun altro. Leone.

Gerbo 6 – Non brillante come nelle prestazioni precedenti. Prova anche la conclusione ma il piede sembra essere fuori fase. Poco male: dall’altra parte c’è Fabbro e può chiedere aiuto per rimettere a posto le cose!

Petrucci 6 – Un tantino sotto le aspettative. Specialmente nella ripresa ci aspettavamo che prendesse per mano la squadra nel momento più difficile.

Sciaudone 6 – Nella sufficienza stentata dei centrocampisti rientra anche DS16. Nel finale, stanco e ammonito, lascia una manciata di minuti a Ba.

Tremolada 6 – Anche per lui sufficienza risicata. Parte bene con le solite tante palle toccate in ogni punto del campo. Cala nella ripresa fino alla sostituzione.

Gliozzi 6,5 – Con Falcone probabilmente il migliore in campo. È il match winner della gara. Lotta, viene incontro, si propone in ogni trama offensiva. E finalmente pare trovare il gol con una certa regolarità; anche i gol sporchi che servono come il pane. Nella ripresa, in una delle poche ripartenze dei suoi, delizia la platea televisiva con una splendida apertura di esterno destro. Ritrovato.

Trotta 6 – Meglio sicuramente delle ultime gare. Inizia a carburare. Al ventesimo sfiora il gol con un bel sinistro a giro che poteva avere miglior sorte e sicuramente avrebbe evitato qualche sofferenza di troppo. Fa anche tanto lavoro sporco. Bene così.

Occhiuzzi 6.5 – In settimana lavora sul cambio modulo ma lavora anche tanto sulla testa dei ragazzi. Si vedeva che la squadra cercava la vittoria a tutti i costi. Talmente tanto che nel finale avevano paura di non riuscire nemmeno stavolta. Invece la vittoria è arrivata e si potrà continuare a lavorare con la mente più libera. Oggi non si giudica la prestazione. Si giudica la rabbia e la cattiveria che hanno consentito la prima vittoria tra le mura amiche.

Crecco 5.5 – Un po’ in ombra. C’è da dire che entra probabilmente nella fase peggiore della gara.

Tiritiello 6 – Torna in campo dopo un lungo stop. Nei minuti finali compatta ancor di più il fortino difensivo. Bentornato Tir!

Ba, Mbakogu e Carretta sv – Però due parole per tutti e tre. Il nigeriano ha ancora bisogno di lavoro per mettere minuti nelle gambe. Il numero dieci croce e delizia, aveva rimesso in area una palla sanguinosissima invece di spazzarla fuori dallo stadio. Meno male che c’era Ba a deviare il conseguente tiro di Garritano.

 

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