Cultura e Società

Cosa ci insegna questo 25 Aprile del 2019 e perché necessita che i suoi valori pesino in questa campagna elettorale

A proposito della ricorrenza della liberazione dall’oppressione fascista e della conquista della libertà nel nostro paese

A volte sembra proprio che il tempo spazza via tutto, anche gli avvenimenti che hanno cambiato la storia di un paese, la storia di una intera Europa: se non addirittura del mondo. E questo tempo cinico e violento spesso, appiattisce anche la memoria, le emozioni, i ricordi ed il sacrificio di milioni di persone che hanno sacrificato la loro vita per un ideale, per la conquista di un briciolo di libertà.

Verosimilmente e, drammaticamente, oggi più di ieri viene messa in discussione addirittura una tragedia storica consumata in un paese e contro un popolo, come la guerra di liberazione e la lotta partigiana. Guerra e lotta partigiana, grazie alle quali una intera nazione ha potuto assaporare il gusto della libertà e della pace per oltre settanta anni della sua vita. Sicché è proprio vero che la storia non ha affatto un significato ed un valore  universale, inopinabile  ed immutabile, ma acquisisce significati e verità cangianti in funzione del colore politico e degli interessi dominanti. Infatti, mai come questa volta nel nostro disastrato paese, la ricorrenza del 25 Aprile: in quanto ricorrenza della liberazione dall’oppressione fascista e della conquista della libertà, è stata messa in discussione ed ha avuto estemporanee interpretazioni e, mai come quest’anno essa è assurta ad occasione per rispolverare nostalgismi fuori tempo, rimpianti funesti e tristi di una storia superata e buia. Storia che avremmo voluto che non fosse mai accaduta e mai scritta: non solo per noi italiani ma, anche per il mondo intero. Eppure tutto ciò è accaduto. E’ accaduto a Milano in occasione della partita di coppa Italia Milan–Lazio, quando un gruppo di facinorosi e sediziosi, improvvidi squilibrati e squadristi di professione, hanno inneggiato Mussolini; ed è successo quando, addirittura un vicepresidente di governo della nostra Repubblica e inoltre, Ministro degli interni, ha banalizzato la storia ed il significato della ricorrenza del 25 Aprile paragonandola ad un derby tra destra e sinistra, ad una disputa effimera e quasi insignificante di cui la stessa storia ne potrebbe farne a meno di rispolverare e ricordare. Quanta miseria culturale pervade oggi la nostra classe politica che ci governa e quanta ingratitudine viene barattata per puro e meschino calcolo elettorale. Fortunatamente, nell’oscuro e deprimente mondo dell’attuale palcoscenico politico, c’è una flebile luce che brilla. E, questa, è la luce della saggezza morale del nostro Presidente della Repubblica Mattarella, il quale davanti alle lapidi dei caduti della guerra di liberazione, ha espresso parole forti e dignitose a difesa del grande valore della guerra partigiana; a difesa etica, morale, culturale e politica di quel percorso di unificazione e pace del nostro paese. Percorso condotto al prezzo di sangue e morte, al prezzo del sacrificio eroico e volontario, addirittura di vite umane. Circostanza vuole che questo 25 Aprile cada a ridosso di una importante tornata elettorale per il rinnovo di molte amministrazioni locali.

Infatti, moltissimi comuni italiani ne sono interessati ed anche molti comuni importanti. In Calabria si voterà in 137 comuni e nella nostra provincia di Cosenza, in particolare, si recheranno alle urne comuni come Rossano-Corigliano e Rende, oltre Montalto, Diamante, Belvedere Marittimo ed altri ancora. In questi comuni, gli eredi politici della Resistenza  come i  Riformisti che presenteranno liste e candidati a sindaco non debbono affatto perdere l’occasione per avvalorare con più forza e credo interiore i valori libertari insiti in questa data del 25Aprilre. In particolare a Rende, in quanto luogo ed avamposto di una grande tradizione socialista si impone la conduzione di una campagna elettorale  dove principi e valori come: democrazia, solidarietà, libertà , giustizia sociale , umanesimo e rispetto della dignità della persona assurgano e  trovino spazio di primaria importanza  nella bagarre della propaganda elettorale. Ciò perché tali valori e tali principi, non soltanto già hanno onorato una storia locale ed un impegno civico, politico ed amministrativo esaltante durato più di 50 anni, ma anche perché necessita, più che mai, che rimanga viva la memoria degli illustri eventi. Una storia che nessuno dei contendenti, al di fuori dell’On. Sandro Principe, può arrogarsi il diritto di impettirsene  e fregiarsene. E tutto ciò, ai cittadini onesti e saggi, non può passare inosservato ed influire positivamente sulle loro scelte elettorali per la guida amministrativa del nostro amato paese.

di Tonino Simone

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