Cultura e SocietàPolitica

Coronavirus: “Per colpa di chi……..(tutti e nessuno?)”

Troppo facile,  troppo comodo e al quanto inutile,  additare tutte le responsabilità della  crisi emergenziale a qualcuno in particolare. La farfugliante idiozia di chi subordina il raziocinio alla misera consolazione di ricevere qualche “like o gratificazione social mediatica” è veramente  disarmante in questo periodo, e scuote le coscienze di molti che increduli assistono giornalmente a elucubrazione moralizzanti, come se si fosse migliori di altri o quasi certamente più capaci.

Personalmente non difendo nessuno tanto meno l’effimera e bigotta classe politica italiana, che tra Renzi, Salvini e Meloni e il loro popolo di proseliti, sono tra i principali diffusori di contraddizioni e demagogie assurde, che nella concretezza nulla di buono producono per il paese. Sicuramente la gestione delle emergenza poteva essere più incisiva nel primo periodo, ma è superficiale addossare responsabilità e criminalizzare i nostri governati; considerando tra l’altro che negl’altri Stati la situazione va via via peggiorando; negl’USA si registra un’ impennata incontrollata di contagi.

Per onor del vero, cerchiamo di ricostruire l’iter dal principio con le prime dichiarazione della comunità scientifica italiana, che è apparsa da subito divisa e forse un tantino confusa nell’analizzare la pericolosità del virus e la conseguente diffusione.

La dottoressa Maria Rita Gismondo ad esempio, direttore responsabile di Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze, laboratorio dell’Ospedale Sacco di Milano, nei primi giorni di Marzo valutava così l’allarme sul coronavirus: «Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri».

Roberto Burioni invece era più scettico e puntualizzava: «questo virus non è come un’influenza: è un virus contagioso, che può essere pericoloso. Non è la peste nera, ma non è un’influenza. Dobbiamo combatterlo, va arrestato il contagio nel più breve tempo possibile. E non è il momento delle polemiche: bisogna essere tutti uniti nell’affrontare questo problema».

Tutt’ora le polemiche e il dibattito continuano all’interno della comunità scientifica; recentemente ad esempio lo scontro acceso tra l professore Massimo Galli, direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano e dottor Paolo Ascierto, direttore della struttura complessa Melanoma e terapie innovative dell’Istituto dei tumori Pascale di Napoli, in merito alla sperimentazione ufficiale del Tolicizumab, il farmaco già utilizzato contro l’artrite reumatoide, per combattere le infiammazioni polmonari prodotte dal Coronavirus. In sintesi ciò che si vuole evidenziare è la particolarità di questo virus, del tutto sconosciuto e mutevole nel dettaglio da ospitante in ospitante, cosi come dichiarato da molti ricercatori.

Dunque, come tutti questi improvvisati politologi e politici da mercato social dovrebbero perlomeno sapere è che  un governo che si rispetti, in principio si confronta con la comunità scientifica facendo una valutazione di rischi e pericoli  e conseguentemente valuta l’emanazione  di disposizioni in relazione sempre  con il parere della comunità scientifica; in questo caso i virologi del Sacco di Milano, sicuramente non per irresponsabilità ma per non conoscibilità, inizialmente hanno reputato poco pericoloso il contagio del virus, equiparandolo ad una banale influenza, da qui la contraddizione delle misure restrittive emanate per il Nord Italia.

In sintesi sentenziare e criminalizzare chi o che cosa in questo momento risulta futile e improduttivo, come rimproverarci a vicenda, offenderci e aggredirci verbalmente(fisicamente non possiamo). Abbiamo assoluta necessità di solidarietà e armonia sociale, perché solo con la fratellanza e la consapevolezza comunitaria supereremo questo difficile momento.

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