Cultura e Società

Coronavirus, no agli sceriffi del web come De Luca!

Nella pandemia si è manifestato un fenomeno alquanto curioso, la società, per via del lockdown, ha riversato le sue opinioni sui social-network in maniera massiccia. Fin qui tutto bene perchè, il confronto, per definizione, è il sale della democrazia; ma qualcosa è andato storto. Sindaci e governatori di Regione, per esempio, hanno iniziato ad utilizzare le dirette social per fare appelli ai cittadini. Uno in particolare ha fatto scalpore, proprio lui, il governatore della Campania: il pistolero Vincenzo De Luca. A partire dai lanciafiamme contro le feste di laurea a finire alle battute di caccia per i noti “cinghialoni”.

Ora però, cerchiamo di ritornare seri per un attimo. Il caos normativo generato da Dpcm e dalle ordinanze regionali ha necessariamente creato confusione, aggiungi la crisi emergenziale da coronavirus declinata sul versante sociale e economico; il risultato? Una ricetta a base di paura, confusione, discriminazione e sfiducia nel prossimo.

Se si fa un giro su Facebook si può trovare di tutto. Foto di assembramenti scattate dal balcone, invettive contro chi, giustamente, è tornato nella propria residenza da altre Regioni, video che riprendono la vita delle persone senza curarsi della privacy e scatti alle file di auto davanti ai fast-food.

Il controllo della società è fondamentale ma, per nostra fortuna, esistono corpi e istituzioni atti a svolgere questo compito; non siamo poliziotti o squadracce fasciste: non abbiamo la legittimità di giudicare le persone per il semplice motivo di vivere la loro vita. La responsabilità civile deve svilupparsi nel confronto costruttivo e non nel conflitto distruttivo. Le opinioni sono una cosa, gli attacchi spassionati perchè la gente è stufa e deve trovare un modo di passare il tempo è un’altra. Esistono quotidiani, giornali e pagine di informazioni che devono svolgere questo compito nel modo più distaccato possibile. Non siamo in guerra uno contro l’altro, siamo in guerra contro un essere invisibile all’occhio nudo, cerchiamo di comprendere l’altro senza doverlo attaccare a prescindere per una scelta legittima di vivere come si vuole

Ovviamente la comunità ha il suo peso: bisogna cedere un po di libertà per il bene di tutti, ma se qualcuno non rispetta le regole non è compito del cittadino sanzionare.

Chiamare le forze dell’ordine è un comportamente civile, fare gli sceriffi dal web e generare una gogna mediatica no.

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