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Coronavirus, la guida Inail sulla riapertura del mondo lavorativo

ANSA ha condiviso un documento che l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) ha elaborato. Un documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento per il coronavirus sui luoghi di lavoro. Questo documento è una guida sulle misure da implementare per una riapertura sicura del sistema Italia.

La premessa, firmata dal Direttore Generale Giuseppe Lucibello e dal Presidente Franco Bettoni, fa chiarezza sul contenuto della guida.

“Il documento è composto da due parti: la prima riguarda la predisposizione di una
metodologia innovativa di valutazione integrata del rischio che tiene in considerazione
il rischio di venire a contatto con fonti di contagio in occasione di lavoro, di prossimità
connessa ai processi lavorativi, nonché l’impatto connesso al rischio di aggregazione
sociale anche verso “terzi”.
La seconda parte si è focalizzata sull’adozione di misure organizzative, di prevenzione e
protezione, nonché di lotta all’insorgenza di focolai epidemici, anche in considerazione
di quanto già contenuto nel “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure
per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di
lavoro” stipulato tra Governo e Parti sociali il 14 marzo 2020.”

Il documento indica la base giuridica su cui esso si pone: il sistema di prevenzione nazionale ed aziendale realizzatosi nel tempo, con il consolidamento dell’assetto normativo operato dal D. Lgs 81/08 e s.m.i., offre la naturale infrastruttura per l’adozione di un approccio integrato alla valutazione e gestione del rischio connesso all’attuale emergenza pandemica.

Le misure utili ai lavoratori possono essere classificate in tre categorie

-Misure organizzative

-Misure di prevenzione e protezione

-Misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici

Misure organizzative. Sono di 2 tipi, le prime riguardano la gestione degli spazi del lavoro e la seconda riguarda l’organico e l’orario lavorativo

  1. Gestione degli spazi di lavoro
  • Revisione logistica ambienti lavorativi: per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente potranno essere trovate soluzioni innovative come ad esempio il riposizionamento delle postazioni di lavoro adeguatamente distanziate tra loro e l’introduzione di barriere separatorie.

 

  • Gestione entrata/uscita: nella gestione dell’entrata e dell’uscita dei lavoratori devono essere favoriti orari scaglionati e laddove possibile, prevedere una porta di entrata ed una di uscita dedicate.

 

  • Ventilazione e turnazione spazi comuni: per gli spazi comuni, comprese le mense aziendali, i punti di ristoro e gli spogliatoi, i servizi igienici deve essere prevista una ventilazione continua degli ambienti, prevedendo altresì una turnazione nella fruizione nonché un tempo ridotto di permanenza all’interno degli stessi, naturalmente con adeguato distanziamento.

2. Organizzazione e orario lavorativo

  • Orari differenziati: L’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orari.
  • Smart working: Tra le misure organizzative già ampiamente utilizzate nella prima fase, si richiamano
    le diverse forme di lavoro a distanza, ove compatibili, soprattutto per le attività di supporto gestionale/amministrativo.

 

  • maschertine nel trasporto publlico: all’interno dei mezzi pubblici oltre al distanziamento sociale è raccomandabile l’uso di mascherine per tutti gli occupanti.

Le misure di prevenzione e protezione sono invece di 4 tipi.

  1. Informazione e formazione
  • Attività informativa nel luogo di lavoro: mettere in atto un’incisiva ed efficace attività di informazione e formazione, con particolare riferimento al complesso delle misure adottate cui il personale deve attenersi; è altresì necessario realizzare un’efficace comunicazione anche finalizzata ad evitare, ad esempio, forme di stigmatizzazione nei confronti di lavoratori che provengono da aree a pregresso maggior rischio nonché a favorire in tempo di “infodemia” – l’accesso a fonti istituzionali per le informazioni, evitando così il moltiplicarsi di fake news

 

  • Le principali fonti istituzionali di riferimento sono:

– Ministero della salute
– Istituto superiore di sanità (Iss)
– Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL)
– Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
– Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)

2. Misure igieniche e di sanificazione dell’ambiente

  • Gestione individuale dei comportamenti: Nell’attuale situazione di emergenza pandemica da SARS-CoV-2, ciascun individuo è chiamato ad applicare le misure di prevenzione raccomandate al fine di limitare la diffusione dell’infezione. Tali misure, già descritte nei documenti prodotti dal Ministero della Salute e dall’ISS, si concretizzano nei comportamenti da seguire per l’intera popolazione.

 

  • Sanificazione: opportuno, soprattutto nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, prevedere, alla riapertura, una sanificazione degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni

 

  • Pulizia giornaliera: ogni caso va garantita la pulizia giornaliera dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni nonché la sanificazione periodica.

3. Utilizzo di mascherine e dispositivi di protezione individuali (DPI) per le vie respiratorie

  • Mappatura attività: Vanno mappate tutte le attività, prevedendo di norma, per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, l’utilizzo di una mascherina chirurgica, come del resto normato dal DL n. 9 (art. 34) in combinato con il DL n. 18 (art 16 c. 1).

4. Sorveglianza sanitaria e tutela dei lavoratori fragili

  • Controllo medico: In considerazione del ruolo cardine del medico competente nella tutela della salute esicurezza dei lavoratori, in particolare attraverso la collaborazione alla valutazione dei rischi ed alla effettuazione della sorveglianza sanitaria, non si può prescindere dal coinvolgimento dello stesso in un contesto del genere, al di là dell’ordinarietà.

 

  • Sorveglianza eccezionale: potrebbe essere introdotta la “sorveglianza sanitaria eccezionale” che verrebbe effettuata sui lavoratori con età >55 anni o su lavoratori al di sotto di tale età ma che ritengano di rientrare, per condizioni patologiche, in questa condizione anche attraverso una visita a richiesta.

Misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici 

  • vanno rafforzate, in azienda, tutte le misure di igiene già richiamate e va altresì attuata la procedura del controllo della temperatura corporea sui lavoratori, prima dell’accesso al luogo di lavoro, secondo le modalità di cui al citato Protocollo.

 

  • Controllo temperatura: Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5° C, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro.

 

  • Esecuzione dei tamponi: Nelle aree maggiormente colpite potranno essere considerate, alla ripresa, misure aggiuntive specifiche come l’esecuzione del tampone per tutti i lavoratori, soprattutto per quei cicli produttivi dove l’indice di prossimità è più alto.

Testo Unico sulla salute e la sicurezza sul lavoro. (D.lgs. 81/2008)

 

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