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Riflettiamo su una semplicissima considerazione: qual è la prima regola che le misure di prevenzione raccomandano a tutti i cittadini? Lavarsi di frequente le mani.

Ebbene in Africa,  questa possibilità è davvero limitata considerando che l’acqua nel territorio africano scarseggia ovunque; soffermarsi dunque su questo primo interrogativo ci pone a cascata una serie di quesiti che considerevolmente pongono il continente africano come un territorio dove,  se non si interviene prontamente,  il rischio di un massacro è veramente alto.

La situazione è particolarmente pericolosa, l’OMS e le ONG operanti sul territorio hanno più volte lanciato un grido d’allarme precisando che in tutto il continente non ci sono mezzi e personale sufficiente per fronteggiare l’epidemia.

Giovanni Putoto medico e attivista dell’associazione “Cuamm, Medici con l’Africa” , appena partito per il continente sottolinea: “ la situazione è estremamente pericolosa, in tutta il territorio i letti per la terapia intensiva sono uno per ogni milione di abitanti”.

Attualmente i dati riportati dal Centro di controllo delle malattie dell’Unione Africana (Cdc Africa) sono i seguenti : primo Paese per numero di vittime resta l’Algeria, con gli 83 decessi già confermati dai dati di ieri. Il più colpito, il Sudafrica: qui si contano nove morti, ma 1.505 casi diagnosticati di Covid-19.
Oltre ad Algeria e Sudafrica ci sono altri 27 i Paesi del continente in cui si registrano vittime: Egitto (66), Marocco (48), Burkina Faso (16), Tunisia (18), Repubblica democratica del Congo (16), Camerun (8), Mauritius (7), Ghana (5), Niger (5), Nigeria (4), Kenya (4), Congo (3), Mali (3), Togo (3), Angola (2), Sudan (2), Gabon (1), Libia (1), Botswana (1), Gambia (1), Zimbabwe (1), Zambia (1), Costa d’Avorio (1), Capo Verde (1), Senegal (1), Tanzania (1) e Mauritania (1).

Ma per tutti gli osservatori sono cifre probabilmente sottostimate.

Personalmente per sfatare la demagogia fascio/leghista, tengo a precisare che è di vitale importanza monitorare la situazione africana; in primis per evitare una incontrollabile strage di vite umane, e anche perché  se non gestita con tutti gli sforzi della comunità internazionale per contenere il contagio, il continente africano può trasformarsi in un’incubatrice da cui il virus potrebbe ripartire.

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