Renato Rolli, professore associato di Diritto Amministrativo dell'Università della Calabria.
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Oggi abbiamo intervistato il Prof. Renato Rolli, professore associato di Diritto Amministrativo dell’Università della Calabria, sulle specificità giuridiche che la situazione emergenziale dettata dal Coronavirus ha portato alla ribalta in questa fase della nostra vita.

Professor Rolli, le rivolgiamo tre domande sulla emergenza in corso.

Secondo lei cosa non funziona nel rapporto tra stato e regioni in questo momento?

Rolli: Ricordo che la Costituzione italiana prevede un meccanismo di sostituzione (art 120 Cost) in caso di inerzia/impossibilità delle regioni ad agire per la tutela di diritti fondametali. E’ questo il caso.

Tuttavia credo occorra un capovolgimento immediato delle competenze concorrenti Stato e Regioni (vedi la salute), e centralizzare il possibile. Lo sosteniamo tra studiosi da tempo. Abbiano assistito alla emanazione di atti amministrativi (ordinanze) di diversa natura e con finalità spesso simili. Immagino che fino alle fine dell’epidemia si proseguirà così. Se non di caos, parlerei di dispersione di energie. Credo che questa terribile esperienza induca a rivedere definitivamente i rapporti Stato Regioni. Vi è da dire che diverse regioni, seppur se con approssimazioni successive, stanno procedendo in questa utile – forse indispensabile –  corsa alla ‘mappatura’ dei contagi.

Professore e cosa dire degli enti locali?

Dal canto loro gli enti locali sono legittimati dalla legge (testo unico 267 del 2000) a tutelare e ‘difendere’ le collettività con diversi strumenti. Primo tra tutti ricordo che il Sindaco ha poteri di ordinanza. Anche qui assistiamo ed assisteremo talvolta ad un uso un po’ eccentrico di questo potere; talaltra ad un uso utilissimo: pensiamo ai prelievi sierologici (sperando sempre maggiormente sofisticati) che via via stanno prendendo piede. Ciò, lo ricordo, accade nel rispetto della piena autonomia che la Costituzione e la legge affidano ai Comuni.

Per cui cosa possiamo aspettarci e quali strumenti abbiamo dal punto di vista giuridico

La Repubblica è costituita da Enti Locali, Regioni e Stato.

La nostra è una Repubblica delle Autonomie. Non vi è modo, in questo momento, purtroppo, di modificare tale assetto, poiché serve una modifica della Costituzione.

Rebus sic stantibus, le Regioni maggiormente ‘ forti’ stanno faticosamente superando l’emergenza, altre come la nostra si affannano contrastandola anche “dall’esterno”. I Comuni fanno bene la loro parte utilizzando i loro poteri. Ci auguriamo presto, se non prestissimo, che si abbia una mappa totale o quasi del contagio, con ogni strumento utile (app e/o test allargatissimi), mettendo un momento da parte altri diritti di rango costituzionale. Ferma restando la immediata modifica del Codice degli appalti alla quale stiamo lavorando, la legge consente l’utilizzo di tutta una serie di strumenti finora sottovalutati per la vita amministrativa attuale e la ripresa graduale delle attività: strumenti giuridici di semplificazione come la capacita di diritto comune della pubblica amministrazione; la conferenza di servizi, gli accordi tra amministrazioni devono essere usati al meglio.

E questo poiché, come si apprende, dovremo convivere in casa con questo nemico nei prossimi mesi.

Grazie per la disponibilità Prof

Grazie!

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