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Controcorrente: “chi soffre ha il diritto di essere ricordato e curato, ora, non domani”

L’associazione politico-culturale Controcorrente, guidata da Antonio Tursi, interviene in merito alla crisi del sistema sanitario regionale, acuita dall’emergenza Covid: “Si tenga presente questa sofferenza  nelle sedi in cui si prendono le decisioni e perciò le si prenda in fretta, a tutti i livelli.”

Anche la Calabria sta versando un tributo di contagiati e di morti al Covid19: lentamente e inesorabilmente aumentano i numeri. Chi sono? Nessuno lo chiede o se ne occupa. Anziani nelle case di riposo o persone in attività, delle cui storie non importa niente a nessuno, come non importa di coloro che hanno attraversato il tunnel della malattia e ne sono usciti segnati nel fisico, per gli strascichi, e nell’animo, per la paura. Tutto si svolge nel silenzio.

Il clamore invece avvolge la “vana” gloria di chi dovrebbe impegnarsi per tutelare le persone. Luci della ribalta locale e nazionale che si accendono su questo o su quel tizio

Associazione politico-culturale Controcorrente

mettendo in risalto patetiche trame, incompetenza, negligenza, interessi e fame: fame di potere e di soldi, una bramosia che deve essere soddisfatta anche sulla pelle di chi soffre, di chi è doppiamente povero. Povero di risorse economiche e povero di diritti, a iniziare da quello alla salute. Quale atteggiamento si può avere per questo penoso teatrino che sottende da troppo tempo alla tragedia di tanti?

L’onda del disgusto e della indignazione che prova la gente travolge tutti, nessuno ha scampo e nessuna parte politica ne esce bene. Forse bisogna ringraziare il provvido colore rosso sangue che il governo ha assegnato alla nostra regione e che ha reso evidente il male che affligge la sanità in Calabria: l’emergenza creata ad arte ma prima, molto prima del Covid19. Una situazione che ha trasferito tanta parte di sanità ai privati. Un trasferimento evidente nella sproporzione tra i numeri delle case di cura aperte e quelli degli ospedali chiusi: con le prime che paiono dover compensare i posti letto e i servizi tagliati negli ospedali al fine, del tutto illusorio, di far rientrare questi ultimi da un debito mai risanato e neppure conosciuto.

Gli ospedali calabresi sono più volte andati in tilt. Il pronto soccorso dell’ospedale Annunziata di Cosenza intasato e del tutto disorganizzato; il suo reparto di ginecologia affollato perché chiusi gli analoghi reparti in altri ospedali; i servizi di pediatria sospesi a Corigliano per carenza di personale; gli infartuati che dallo Ionio sono stati trasferiti sino a Belvedere in una famosa clinica privata; i medici che si sono messi in malattia in piena emergenza pandemica; il cosiddetto turismo sanitario via via crescente e tanto altro ancora: esempi ed aspetti di una confusione incredibile e di responsabilità enormi e diffuse, di cui nessuno risponde.

Una irresponsabilità che vediamo continuare in questi giorni, prima con lo scaricabarile tra varie figure istituzionali coinvolte a vario titolo e poi con l’attesa dell’homo novus, del “papa nero”, chiunque esso sia, chiamato a fare miracoli. Anche questa volta tutto finirà senza che nessuno venga chiamato ad assumersi le sue responsabilità, politiche e penali? Sarà una nuova partita di giro con finalità elettorali o si può invertire davvero e subito la tendenza? E, una volta spente le luci della ribalta su questa maleodorante storia, i tanti indignati a vario titolo cosa faranno? Continueranno a scegliere gli stessi che condividono le responsabilità di questo disastro? Il differimento delle elezioni regionali favorirà l’annebbiamento della memoria, al che ognuno ritornerà a votare secondo comparaggio o peggio con rassegnazione, gli stessi attori oggi silenti? È ben strano, infatti, come tutta la deputazione calabrese in Parlamento paia inerme ed incapace di farsi portavoce dei calabresi, dimenticando probabilmente che poi è sostanzialmente questo il ruolo affidatole dai cittadini con le elezioni.

Attendiamo gli eventi che, a causa dell’emergenza pandemica, sono in continua evoluzione. Ma chi soffre ha il diritto di essere ricordato e curato, ora, non domani. Si tenga presente questa sofferenza  nelle sedi in cui si prendono le decisioni e perciò le si prenda in fretta, a tutti i livelli.

 

CONTROCORRENTE

Associazione politico-culturale

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