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Manna e Occhiuto poco vigili, rinunciano alla metro per incapacità amministrativa, de profundis per l’area urbana, non un progetto in comune da quando amministrano Rende e Cosenza

Abbiamo appreso in questo ultime ore che l’autorità di gestione ha chiesto alla Comunità Europea il ritiro del progetto sulla metropolitana leggera Cosenza-Rende-Unical. A leggere la comunicazione dell’Autorità si evince con chiarezza che oltre al lievitare dei costi ci sono notevoli ritardi nella road map per la realizzazione dei lavori. Quanto affermato nella nota è gravissimo sia per un aspetto politico sia per un aspetto gestionale delle importanti risorse destinate alla realizzazione dell’opera.

Non possiamo tacere rispetto al fatto che si sono accumulati notevoli ritardi nella presentazione del progetto esecutivo. Una domanda la vogliamo fare: quale è stata l’attività di vigilanza dei Sindaci in questa fase, dovendo controllare che i tempi di consegna dell’opera venissero rispettati?

Noi riformisti abbiamo chiesto pubblicamente al Sindaco di Rende in occasione della firma dell’Accordo di Programma Quadro del 21 giugno 2017, di impegnare gli enti competenti ad una possibile modifica del tracciato della metro. Il Sindaco Manna preferì non darci ascolto e firmare un accordo a scatola vuota. La nostra idea, ancora valida, era quella di deviare il percorso su Via Negroni e nello specifico all’altezza delle Casermette per consentire l’ingresso nella città di Rende direttamente dal Campagnano. Tale modifica avrebbe comportato non solo un notevole risparmio dei tempi di percorrenza e dei costi ma anche una più agevole esecuzione dei lavori. Si sarebbe concretizzata la possibilità di utilizzare i risparmi per ulteriori bretelle (una su Via Roma e l’altra verso Castrolibero) a tutto vantaggio dell’area urbana.

A causa di questi ritardi siamo costretti ad assistere al concreto rischio della perdita del finanziamento con enorme danno per l’intera collettività e per il mancato indotto. Senza tener conto che si rischia di dover pagare una cospicua penale all’impresa aggiudicataria dell’opera, pari a circa 25 milioni che dovranno essere impegnate da risorse proprie della Regione Calabria.

Rivolgendo lo sguardo a Rende, ci rendiamo ancora di più conto in questa vicenda come il Sindaco continui a non tutelare gli interessi della sua comunità, con un atteggiamento ballerino ed incapace di prendere una posizione. Forse perché la coalizione di destra che lo sostiene nel consiglio comunale, lo condiziona in un atteggiamento mite verso la giunta di centro destra della regione Calabria e verso il Sindaco di Cosenza.

Clelio Gelsomino, Ufficio di Presidenza della Federazione Riformista

Con la rinuncia per incapacità amministrativa della metroleggera, assistiamo al de profundis dell’area urbana. Non un’idea, non un progetto, non un’opera realizzata da parte dei due Comuni in questi anni per la crescita del territorio. L’area urbana diventa soltanto uno spot che di tanto in tanto viene offerto ai cittadini e in determinati momenti della vita amministrativa, soprattutto, dal versante rendese.

Rende, 20/05/2020

Clelio Gelsomino

Ufficio di Presidenza Federazione Riformista 

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