Carlo Scola: un nuovo sogno per il rilancio di Rende
Politica Locale

Carlo Scola: un nuovo sogno per il rilancio di Rende

Fonte: Rende Avanti! – inserto digitale di LiberaRende, numero 3 del 01-06-2020

A circa dodici mesi dalla riconferma a primo cittadino di Rende del Sindaco uscente, l’occasione è propizia per alcune brevi riflessioni incentrate sui diversi concetti di vittoria e sui possibili risvolti derivanti da una sconfitta.

L’ormai ex “Molinella del Sud” ha conosciuto successi elettorali che sono stati, a partire dal 1952 e con un ulteriore impulso dal 1980 fino ai primi anni del decennio appena trascorso, sinonimi di progresso e di sviluppo, capaci di trasformare un borgo antico in una città punto di riferimento dell’intero Mezzogiorno. La stessa città, in seguito agli esiti delle ultime due amministrative, si ritrova proiettata nella “stagione dell’autunno”.

Nella prima parte del precedente periodo, dunque, si evince la sana correlazione che vi è stata, in favore della collettività, tra vittorie elettorali e conquiste politiche mentre in quella conclusiva si riscontra sul tema in questione, al contrario, un’elevata discrasia.

Carlo Scola, già consigliere comunale di Rende

Per quanto concerne la battuta d’arresto, è la più recente ad essere oggetto del focus dal momento che non ha ancora assunto un contorno definitivo. Aspetto, quest’ultimo, che ora dovrebbe far meditare, con la dovuta serenità, sulla delicatezza dell’attuale situazione posto che dalla sua evoluzione potrebbe dipendere una futura alternativa credibile.

Impegno politico non disperso il giorno dopo il pronunciamento delle urne grazie, altresì, al senso di responsabilità verso la comunità di un “ideale”, adesso meritevole di assurgere ad uno status diverso. Il predetto “ideale” che, tuttora, individuando il prossimo orizzonte dove far puntare la nave e volando alto con argomenti preclusi ai più, avrebbe l’opportunità ed il tempo di dare all’esito sfavorevole un’altra prospettiva.

Una “luce” che, pertanto, potrebbe illuminare con l’obiettivo di valorizzare, in virtù della suddetta possibilità ed in coerenza con la grandezza della sua Storia, le menti di quelle “gambe già affidabili”, desiderose di correre veloci, così da concedere loro il tempo necessario per lanciare un nuovo sogno intriso di valori autentici.

Un sogno in continuità con quella visione che, per un lungo periodo, ha fatto di Rende l’altra faccia dell’altrui mala coscienza in una Terra descritta alla perfezione da Leonida Repaci in “Quando fu il giorno della Calabria”.

Soltanto in quest’ottica, figlia del nobile pensiero di guardare al prossimo futuro con generosità e lungimiranza, “i semi lasciati crescere oggi al sole andrebbero a diventare gli alberi robusti di domani”. In tal modo il termine sconfitta assumerebbe, per un attento osservatore, la connotazione di “fase di rilancio”.

Carlo Scola

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