Politica Nazionale

Cannabis: Meglio Legale..che criminale, ma per la Destra mafiosa no!

Da qualche giorno si sta discutendo presso la Camera dei Deputati la proposta che consentirebbe di aprire la tortuosa strada per la legalizzazione della Cannabis. Il principio è partire dalla decriminalizzazione della coltivazione domestica, sfavorendo cosi in modo incisivo la compravendita presso il mercato nero dell’illegalità.

Questa proposta ha riscontrato già il parere favorevole di molti gruppi politici supportati da diverse realtà associative che puntano su vari indirizzi, come la produzione industriale, tessile ed alimentare, o più importante ancora, la certificata natura terapeutica per la cura di determinate patologie; lo stesso premier Draghi ha delegato l’antiproibizionista Dadone per sancire una svolta decisiva in merito. Tutti i paesi civili, USA docet, stanno promuovendo la statalizzazione della Cannabis, sia per un valore etico e civile, espressione della libertà individuale, sia per un fattore prettamente economico, stimando un incremento del 100% degli introiti utili, e riducendo capillarmente i costi per contrastarne la diffusione e incentivando la lotta a quelle sostanze pericolose e nocive per l’organismo (eroina, cocaina, droghe sintetiche ecc.). L’ONU ha già rimosso la marijuana dalla lista delle droghe pericolose.

Nonostante tutti questi elementi concreti a favore della legalizzazione, in Italia, il paese del gattopardo, la Destra bigotta e mafiosa (Lega, Fratelli d’Italia, e Forza Italia) si oppone a questo processo in atto in tutto il modo. Le motivazioni sono sempre le solite, un anacronistico retropensiero che rasenta il ridicolo e palesano l’ipocrisia di quei rappresentati politici come Salvini, Meloni e Gasparri, che senza un’approfondita conoscenza generalizzano e argomentano in modo populista e ignorante. Ma esiste una celata motivazione sulla presa di posizione di questi personaggi, che esula dalle inutili e arcaiche motivazioni ideologiche, è qualcosa che ha a che fare con la natura ambigua dei membri di tali partiti, la maggior parte collusi con cosche locali che di certo non gradiscono la statalizzazione della sostanza, che determinerebbe dunque una produzione di qualità e controllata, come succede nel caso del tabacco o dell’alcol.

La Calabria meglio della California

La Calabria per la qualità del clima e la fertilità della sua terra potrebbe diventare la maggiore produttrice di Cannabis d’Europa, già lo è ma in maniera del tutto illegale; questo offrirebbe una costellazione infinita di opportunità lavorative e di sviluppo che arginerebbero sostanzialmente la fuga di cervelli verso oasi felici, aumentando di gran lunga il livello occupazionale della Regione, e sottraendo ingente mano d’opera alla ‘Ndrangheta. Come abbiamo già detto le frizioni volute dalla Destra nazionale e quindi anche locale, sono perlopiù determinate dalla loro sancita collusione con le ndrine locali, difatti numerosi sono i casi di rappresentanti politici che hanno una sorta di affiliazione con le cosche calabresi, operando in quella zona grigia indispensabile per la continuità economica e per il controllo territoriale.

Iniziando da Fratelli d’Italia, ribattezzata ad hoc in Fratelli di ‘Ndrangheta, sono diversi i nomi collusi tra indagati e arrestati: Domenico Creazzo, Alessandro Nicolò, Giuseppe Neri, Giancarlo Pittelli (ex FI) ecc….; Forza Italia e Lega non sono da meno, Marco Siclari, Domenico Tallini; il leghista Domenico Furgiuele e lex scopellitiana  Tilde Minasi.

Ora a voi le conclusioni. È del tutto ovvio che il commercio illegale della cannabis arricchisce le ‘ndrine locali; dunque potranno mai gli esponenti della destra optare per la statalizzazione del commercio, sottraendo così il pane ai loro soci occulti?

 

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