Cultura e Società

Canadair, il business è in mano ai privati: l’Italia brucia, i soldi scorrono

La flotta aerea è nelle mani dei privati. I costi sono stellari. Gli appalti pubblici se li aggiudicano sempre gli stessi. Indaga l’Antitrust, l’inchiesta ha preso le mosse dalle rivelazioni di un pilota (e dirigente) di un’azienda estromessa “dall’affare.

Che quello dei canadair sia un business imponente, non è certo una novità. La flotta aerea che è gestita in maniera impeccabile e instancabile da vigili del fuoco e Regioni è nelle mani dei privati. I costi sono stellari. 15mila euro l’ora per l’intervento di un Canadair, 5mila l’ora per quello di un elicottero. Da qualche tempo l’Autorità Garante della Concorrenza ha iniziato ad occuparsi del “business dei Canadair”.

L’Antitrust indaga nello specifico su sette aziende private: si vuole fare piena chiarezza su un tema delicato. La flotta aerea anticendio dello Stato, una delle più grandi al mondo, composta da 19 Canadair, cosi come la maggior parte della flotta di elicotteri per il salvataggio e la lotta agli incendi, è infatti privata. Tutti gli anni i vigili del fuoco, la protezione civile e gli altri enti danno in appalto questi servizi di soccorso dal cielo.

L’inchiesta ha preso il là dalle rivelazioni di un pilota (e dirigente) di un’azienda estromessa “dall’affare”. Il sospetto, ovviamente tutto da provare, è che una cordata di aziende private, tutte del nord Italia, abbiano condizionato in qualche modo gli appalti pubblici. L’Autorità Garante della Concorrenza cerca di capire se queste società si accordassero per vincere gli appalti pubblici per l’affitto dei Canadair mettendosi d’accordo sul minimo ribasso possibile oppure facendo riconfermare l’appalto alla società precedente per mancanza di concorrenti. Sarebbero già emerse “alterazioni dei costi pubblici”. In parole povere, aumenti. Si sospetta una vera e propria “spartizione collusiva” con tanto di turbativa d’asta.

In Sardegna, ad esempio, gli appalti recentemente a volte sono stati vinti con ribassi più che minimi sull’offerta di partenza. Restiamo in Sardegna: qui Libe.r.u. (Lìberos Rispetados Uguales, partito della sinistra indipendentista, ndr) dall’anno scorso con la raccolta firme di “Firma su Fogu” aveva proposto che la Regione acquistasse dei Canadair ed elicotteri all’avanguardia da tenere in pianta stabile in Sardegna.  “L’inquietudine resta perché non si capisce chi e perché mette fuoco. Non si sa se dietro gli incendi c’è un’opera criminale di speculazione. Di sicuro con dei mezzi di proprietà regionale il rischio non si corre” dicono da Libe.r.u., e aggiungono: “Che cosa ha risposto l’assessora Spano a questa proposta supportata da 6300 firme autenticate? ‘I mezzi aerei ce li dà lo Stato’ (che li affitta, appunto, dai privati, per cifra da capogiro) ‘Chi ce lo fa fare a spendere soldi a noi Regione?’ snobbando ogni ipotesi di costruzione di pezzi di sovranità sarda anche nella gestione di questo flagello. Adesso che si allungano le ombre più nere, che gli incendi diventano un business incredibile di milioni e milioni, almeno adesso l’assessora Spano potrà prendere in seria considerazione che avere i mezzi antincendio di proprietà regionale ci permetterebbe di non chiedere favori a Roma e ci assicurerebbe che a nessuno converrebbe andare a mettere fuoco per poi guadagnare quindicimila euro a ora?”.

Fonte:https://www.today.it/cronaca/canadair-privati-business-appalti-indagini.html?fbclid=IwAR2ktR-LlFZkdecWCEYoPnGOzwaO_W_BCOa_fNRYpEvkT7clDe6ex5gqA4s

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