Calabria 2020, gli impresentabili: quando Tallini “favoriva” la moglie del giudice corrotto
PoliticaPolitica Locale

Calabria 2020, gli impresentabili: quando Tallini “favoriva” la moglie del giudice corrotto

C’è un politico catanzarese, che risponde al nome di Domenico Tallini, per gli amici Mimmo, che non vuole assolutamente perdere la sua poltrona di consigliere regionale di Forza Italia.

Pur di tenersela bella stretta sotto il sedere, prima ha incensato Mario Occhiuto, pensando che fosse il cavallo vincente e subito dopo – come tanti altri, beninteso – si è “buttato” con Jole Santelli, che più che cavallo vincente sembra una capra perdente, e va dicendo per le strade del capoluogo che – come minimo – gli daranno il ruolo di presidente del Consiglio regionale!

Il soggetto non è per niente nuovo in Calabria, anche al di là di ordinarie vicende legate a truffe (http://www.iacchite.blog/politiche-2018-catanzaro-tallini-la-grande-truffa-farmaeko/) per le quali ormai è stato smascherato e sputtanato in tutto il territorio regionale.

Ma non c’è dubbio che il culmine della sua “popolarità” lo abbia raggiunto nella primavera del 2012, quando, da assessore al Personale della famigerata giunta Scopelliti, è rimasto coinvolto in una vicenda che, al di là dei suoi sviluppi giudiziari, è comunque indicativa della “caratura” del soggetto. Ecco quanto scriveva Lucio Musolino su Il Fatto Quotidiano nel giugno del 2012. 

Un assessore della Regione Calabria indagato per una promozione sospetta, in una vicenda che però si salda a una delle più importanti inchieste di ‘ndrangheta al nord degli ultimi anni, quella contro il clan Valle-Lampada, che ha portato, tra gli altri, all’arresto del giudice Vincenzo Giglio. L’assessore al Personale Domenico Tallini si è visto notificare un provvedimento di acquisizione dal pm di Catanzaro Gerardo Dominijanni. Con lui era indagata, a quanto si sa per abuso d’ufficio, la dirigente regionale Rosalia Marasco. L’inchiesta riguarda la nomina a dirigente generale del dipartimento Controlli di Alessandra Sarlo, moglie del giudice arrestato.

Il dipartimento Controlli fu istituito da zero nel 2011, secondo gli inquirenti con l’esclusivo scopo di creare un posto di vertice per Alessandra Sarlo. A supporto di questa ipotesi, la rapidità nel conferimento dell’incarico, affidato pochi giorni dopo la pubblicazione del bando, per di più il 16 agosto. E l’idea di istituire il nuovo dipartimento era stata proprio dell’assessore Tallini. Alessandra Sarlo diventa direttore generale esterno, dopo essere stata commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. Un incarico che sta alla base dell’ accusa di corruzione contestata al consigliere regionale Franco Morelli nell’ambito dell’indagine della Dda di Milano sul clan Valle.

Secondo i magistrati milanesi, proprio la carriera della moglie era la “ricompensa” per il giudice Giglio, a sua volta arrestato per aver passato informazioni riservate su indagini e affari a Giulio e Giuseppe Lampada, eminenza grigia degli affari milionari del clan calabrese trapiantato in Lombardia. Ai Lampada era strettamente legato anche il consigliere regionale Morelli. L’Asp di Vibo verrà poi sciolta per mafia… 

Per quella vicenda, alla fine, a pagare per tutti fu Franco Morelli, il compare del mio compare… Tallini ne è uscito alla grande e finanche dopo il tracollo del suo ex presidente Scopelliti, si è rimesso in carreggiata e nel 2014, nonostante la disfatta del centrodestra, è stato eletto.

Le cronache giudiziarie si sono interessate di lui, sempre in quel periodo, per una vicenda legata a liste elettorali taroccate, violazioni delle leggi speciali in materia elettorale, elenchi di sottoscrittori fasulli, falso ideologico e materiale in atto pubblico all’epoca delle elezioni comunali di Catanzaro vinte da Sergio Abramo. Di questo era accusato Tallini, insieme a Maurizio Vento, Massimo Lomonaco, Onofrio Dominici e Barbara Veraldi nel corso dell’anno horribilis 2014. Ancora una volta le indagini erano condotte dal sostituto procuratore, Gerardo Dominjianni. Poi tutto venne trasferito a Salerno ed è finito in un nulla di fatto. Più o meno come le altre vicende legate a Multopoli e Catanzaropoli nelle quali il solito Tallini era finito coinvolto. Un profilo perfetto per il centrodestra… 

fonte Iacchitè: http://www.iacchite.blog/calabria-2020-quando-tallini-favoriva-la-moglie-del-giudice-corrotto/?fbclid=IwAR2cmUODwY2-cIjn2mPWRspLrAscTWL_kTfHdUSMbdR3ZK3U8THOcQ2Nrf0

What's your reaction?

Excited
0
Happy
0
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0

You may also like

More in:Politica

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *