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L’amministrazione comunale di Rende dovrebbe riflettere bene su come investire le proprie risorse e soprattutto nel valutare minuziosamente a chi vengono concesse tali strutture

L’azzurra calcio per anni ha rappresentato un’eccellente realtà nel calcio giovanile, ottenendo risultati importanti e consegnando al calcio professionistico tanti giovani calciatori dell’area urbana.
Purtroppo come ormai noto a tutti le belle realtà nella città di Rende devono essere svuotate e distrutte per meri scopi politici, vedi Rende calcio, che dopo essere stata privata del suo stadio dalla premiata ditta Coscarella/Manna & company ieri è ritornata nell’inferno della serie D.

Ma ritorniamo all’Azzurra calcio, un impianto sportivo dotato di 2 campi a 11, uno in erba naturale, considerato da tutti il miglior terreno di gioco della provincia di Cosenza, tanto è vero che squadre di serie b lo hanno sempre scelto per le partite estive, pre-campionato e il Cosenza calcio per anni usufruiva di tale campo per il campionato primavera, ricordo un Cosenza-Napoli con Paolo Cannavaro nella primavera del Napoli, un Cosenza-Bari con un giovane fantasista Antonio Cassano, diventato poi il fant’Antonio nazionale e molti altri.
Campi a 5 ad uso amatoriale di ultima generazione.

Oggi apprendo che il Rende calcio rinuncia dopo 1 anno dall’aggiudicazione della gara d’appalto a realizzare il progetto presentato, che prevedeva tribuna da 1000 posti, oltre al rifacimento del terreno di gioco e degli spogliatoi e altre opere accessorie.
Manna annuncia che gli uffici competenti capitanati dai Megadirigenti nominati dallo stesso Manna, spero non saranno gli stessi “uffici” che stavano verificando la gestione del parco acquatico, oltre ai lavori che dovevano essere eseguiti in tempi congrui dal Coscarella sull’impianto sportivo di contrada Marchesino, ex Azzurra calcio.

Concludo invitando l’amministrazione comunale di Rende a riflettere bene su come investire le proprie risorse e soprattutto nel valutare minuziosamente a chi vengono concesse tali strutture, perché a volte per soddisfare dei capricci si disperdono patrimoni costruiti con fatica negli anni, e gli sportivi e i cittadini sono quelli che ne pagano le conseguenze economiche e sociali. Oggi nello sport, ieri per altre strutture con altre finalità, accumunate dallo stesso atteggiamento della stessa amministrazione che guida Rende da 6 anni e che ha tutte le colpe in questione. La storiella del “siamo appena arrivati,scontiamo errori vecchi” non regge più, semmai i cittadini oggi aspettano con ansia il momento in cui andrete via.

Di Francesco Midulla

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