Abbiamo visto vincere (Sigh)
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Abbiamo visto vincere (Sigh)

Se io fossi un abitante di Portogruaro o di Caltanissetta e mi si chiedesse quali squadre meriterebbero di retrocedere non esiterei un istante a rispondere Entella, Pescara, Reggiana e Cosenza. Per l’abisso, ben evidenziato dal distacco in classifica, con le altre. Anzi, se proprio esitassi un momento, aggiungerei forse il Pordenone per la scelleratezza con cui ha dissipato l’enorme vantaggio di classifica grazie ad un girone di ritorno che definire pessimo è ben poca cosa. E, rivestendo i panni del tifoso, è proprio al Pordenone che aggrappo, con tutte le mie forze, le residue speranze di salvezza. La matematica ancora concede qualche possibilità di acciuffare il playout e ancora oggi il Dio del pallone ci ha dimostrato che non esistono risultati scontati (vedi Reggiana sconfitta all’Adriatico di Pescara). Ovviamente poco senso avrebbe parlare di una partita, quella del Castellani, che è finita alla mezzora, allorquando Idda sfila via i calzoncini a La Mantia con un abbraccio troppo vigoroso e Mancuso realizza il conseguente rigore. Fino ad allora si era visto un Cosenza ben ordinato che poi è crollato sotto i colpi della capolista che ha rimpinguato il punteggio con la doppietta proprio dell’ex La Mantia e con Bajrami. La sconfitta contemporanea di Reggiana e Pordenone (Tutino su rigore al novantaseiesimo, a proposito di Dio del calcio) concede ancora speranza alla compagine di mister Occhiuzzi che, parentesi Pescara a parte, ha subito dieci gol nelle ultime tre trasferta senza segnarne nemmeno uno. Dunque bisogna resettare ancora una volta gambe e testa e provare a sfruttare gli ultimi 180 minuti di campionato. Venerdì arriverà al Marulla un Monza assetato di punti e forse mai in forma come in questo periodo. Ce la faremo in qualche modo a conservare il jolly da giocare nell’ultima giornata a Lignano Sabbiadoro? Chi vivrà vedrà. Nel frattempo ci tocca soffrire.

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