Trattativa stato-mafia, l’indignazione di Salvatore Borsellino: “uno Stato che accetta di trattare con l’antistato non può essere considerato tale”
La trattativa stato-mafia c’è stata ma non è da ritenersi reato. In questa abissale contraddizione riportiamo le parole di Salvatore Borsellino:
“Ieri è stato il giorno dello sconforto, oggi è il giorno della rabbia. È lo scenario peggiore che potessi immaginare e che io avevo paventato già prima della sentenza di primo grado. La trattativa c’è stata ma non è da considerare un reato. Paolo, Agostino, Emanuela, Claudio, Vincenzo ed Eddie sono stati sacrificati per una pretesa ragion di Stato, perché hanno creduto che lo Stato non potesse trattare con i criminali mafiosi. Per potere portare avanti quella scellerata trattativa, che ieri è stata dichiarata legittima, hanno spezzato la vita di Paolo e di tutta la sua scorta. Ma questo non è uno stato di diritto, uno Stato che accetta di trattare con l’antistato non può essere considerato tale e purtroppo anche la magistratura è ormai asservita alla politica e non possiamo più avere speranza di Giustizia.
È quello che dirò ai giovani nelle scuole, li inciterò a ribellarsi a tutto questo”