Calabria2021: Aieta la “via d’uscita” di un uomo piccolo, piccolo
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Calabria2021: Aieta la “via d’uscita” di un uomo piccolo, piccolo

Buongiorno alla redazione, ha fatto tanto rumore la decisione di Giuseppe Aieta, di candidarsi tra le fila della coalizione guidata da Nicola Adamo, o perdonatemi per il lapsus, da Amalia Bruni, tanto che in molti sui social, si sono divisi in commenti pro e contro la scelta dell’ex oliveriano, di tradire il suo padre putativo, preferendo quella che apparentemente pare sia l’opzione più conveniente. Ma di che cosa vi meravigliate?

Il “paraculo” Aieta di certo non è rinomato per il suo coraggio, anzi i suoi stessi “compagni” lo dipingono come un viscido calcolatore, uno che pensa, prima cosa di tutto, al lustro della sua immacolata(si fa per dire) persona, e poi a tutto il resto.

Io personalmente ho avuto il piacere di ascoltarlo durante la presentazione del suo libro “Vie d’uscita”, e lui la “via” che porta ad un comodo ed esoso stipendio da consigliere regionale la sta già percorrendo; e già l’immagino in giro a narrare di questo sempre più sputtanato riformismo, come se per riformismo s’intendesse vendersi e piegarsi alla volontà del ceto politico dominante, perché per il buon Peppino si è riformisti quando si ha la capacità di riciclarsi fra i ranghi del potere, seppur nella consapevolezza di avere la stessa credibilità di Jugale.

Lui che la sua credibilità l’ha vista vacillare più volte ma purtroppo noi calabresi abbiamo la memoria corta; infatti l’11 febbraio del 2020 la procura di Paola rese nota la sua inchiesta sulle Terme Luigiane e più in particolare sugli affari del consigliere regionale appena eletto nelle file dei Democratici Progressisti Giuseppe Aieta. Oggi le famose Terme Luigiane grazie all’inettitudine della nostra classe politica, tra cui lo stesso Aieta, sono clamorosamente chiuse, lasciando a spasso le centinaia di dipendenti che ci lavoravano.

Perciò cari calabresi di cosa ci meravigliamo, il pesce quando puzza, puzza già dalla testa, e la puzza di marcio di Peppino Aieta il cetrarese, si sentiva già da un chilometro.

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