Calabria: L’ombra della ‘Ndrangheta sul “sistema incendi”
Cronaca Locale

Calabria: L’ombra della ‘Ndrangheta sul “sistema incendi”

In Calabria, purtroppo, nulla è scontato e nulla è ciò che sembra.  Questa è verità che ci portiamo dietro da secoli, nella più generale e ordinaria indifferenza omertosa. Ma che correlazione esiste tra questa incontrollata proliferazione di incendi che sta devastando il territorio calabrese, e un sistema organizzativo, studiato ad hoc, che mira ad accaparrarsi le risorse utili sia alla prevenzione che alla ripiantumazione del patrimonio naturale?

Ebbene nella terra dove nulla è scontato, sono due i termini su cui si possono identificare elementi della mano ‘ndranghetista in questo nuovo e duraturo business.

Il primo ha ovviamente attiene alla dimensione economica, e dunque all’esoso capitale economico investito, sia nel cosiddetto business dei Canadair, di gestione completamente privata, il cui intervento è necessario quando la portata dell’incendio diviene ingestibile per le autorità predisposte,  sia nell’enorme opera di ripiantumazione del patrimonio arboreo andato distrutto.  Su Canadair e sulla loro non proprietà pubblica ci sarebbe molto da dire, ma noi vorremmo concentrarci su quanto affermato da Legambiente Calabria e sul dossier sulle ecomafie, in cui si evidenzia che “il patrimonio verde è sotto attacco per mano di criminali e incendiari”; effettivamente se si osserva con attenzione la mappatura degli incendi nel reggino(foto sopra) si evince chiaramente una “strategia” nella diramazione dei focolai che stanno distruggendo il Parco dell’Aspromonte, e provate ad indovinare chi ne gioverà? Mafiosi, massoni e politici corrotti che non aspettano altro di mettere mano all’enorme finanziamento previsto dal Recovery.

Un altro elemento, di certo non secondario, che potrebbe evidenziare la presenza ndranghetista, è la cosiddetta signoria territoriale, o meglio un controllo quasi totalitario del territorio, in cui la strategia della tensione, il caos, e l’inefficienza delle istituzioni regionali e statali, rafforzano l’influenza delle ‘Ndrine sul territorio, innescando, specie in prossimità della tornata elettorale, quel corrotto sistema clientelare utile alla legittimazione di quelle personalità legate al mondo occulto della politica.

Dunque cari Calabresi, noi che siamo da quasi un secolo le vittime di questo sistema corrotto, alle prossime elettori saremo noi a decidere se riaffidare il nostro destino a soliti “carnefici” o per la prima volta affidarlo a chi è lontano dalle logiche malsane che governano questa terra..

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