Corigliano-Rossano. Il Castello normanno di Corigliano: l’anima del borgo (di Chiara Gagliardi)
Cultura e Società

Corigliano-Rossano. Il Castello normanno di Corigliano: l’anima del borgo (di Chiara Gagliardi)

a cura di Chiara Gagliardi

E se vi dicessi che non lontano dallo splendido mare di Schiavonea, sulla parte alta del centro storico di Corigliano Calabro sorge un Castello di origine normanna?

Ebbene sì, e non si può fare a meno di visitarlo passeggiando tra le antiche vie del borgo e ammirando la vista panoramica su mare e montagna che ti toglie il fiato. Il Castello ha origini antichissime, nasce infatti nel 1073 dalla volontà di Roberto il Guiscardo, condottiero normanno, di creare una fortezza per proteggere il territorio e per esercitarne soprattutto il proprio dominio. Nel 1192 si ampliò sotto la famiglia Sanseverino e arrivò poi nelle mani dei duchi Saluzzo.

Questi ultimi furono, per il popolo di Corigliano, portatori di molti problemi tanto che i cittadini, a causa del rifiuto del governatore di applicare un decreto che sanciva l’abolizione di una tassa sulla farina, si riversarono in armi intorno al castello nel 1647. Tralasciando questo aspetto si deve però ai Saluzzo il miglioramento dell’aspetto del maniero che venne poi venduto ai baroni Compagna, precisamente nel 1828. Questi ultimi, oltre ad altri ampliamenti e all’assorbimento della chiesa di Sant’Agostino, che fino a quel momento era rimasta separata dal castello, portarono all’esecuzione di affreschi e decorazioni.

Luigi Compagna chiamò artisti importanti del periodo quali Ignazio Perricci, Domenico Morelli e Girolamo Varni, i quali crearono rispettivamente, Il “Palcoscenico della vita” sul soffitto nel salone degli specchi, il trittico della “Madonna delle Rose” nella chiesa di Sant’Agostino e l’Affresco nella cupola di Sant’Agostino con il Trionfo della fede”. Dopo essere stato venduto nel 1971 alla Mensa Arcivescovile di Rossano, fu acquistato nel 1979 dall’Amministrazione Comunale di Corigliano.

Il castello è oggi un vero e proprio museo da scoprire. Nel piano Ammezzato troviamo le antiche prigioni e le cucine ottocentesche, nel piano Nobile possiamo invece ammirare la sala da pranzo, il famoso salone degli specchi, le camere da letto dei baroni e diverse altre sale. Infine, troviamo la torre Mastio articolata su 4 livelli e affrescata interamente all’interno da Girolamo Varni.

Che dire ancora, se avete voglia di fare un tuffo nel passato immergendovi in un’altra epoca è il posto giusto da scoprire e da conoscere.

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