Ecodistretto a Rende, continua la protesta:” L’eco delle loro Bugie”
Politica Locale

Ecodistretto a Rende, continua la protesta:” L’eco delle loro Bugie”

Va di moda usare i prefissi eco e bio per gettare fumo negli occhi. Per fortuna non ci cascano tutti. Provo a spiegarvi cosa si nasconde dietro il progetto del tanto chiacchierato ecodistretto che qualcuno vorrebbe a Rende.

Innanzitutto si tratterebbe di un megaimpianto dal costo di circa 43 milioni di euro (soldi pubblici) che se tutto va bene vedrebbe la luce tra 3 anni.

L’ecodistretto si estenderebbe su più di 50.000 metri quadrati. Nel megaimpianto si dovrebbero trattare umido, indifferenziato, condizionamento dei fanghi, produzione di ammendante per l’agricoltura, Combustibile Solido Secondario (quello che serve per l’inceneritore di Gioia Tauro), produzione di gas metano da biodigestione anaerobica, ecc. Il Piano Regionale prevede per il nuovo ecodistretto una capacità a regime di trattamento complessivo di 146 MILA TONNELLATE ALL’ANNO.

Si sa, nella zona industriale di Quattromiglia non c’è già una fila interminabile di camion che portano rifiuti all’impianto di Calabra Maceri… Tutto a pochi passi dal centro abitato e da attività commerciali. Non c’è il rischio di incendi ed esalazioni tossiche…

Il nuovo impianto verrebbe gestito dal pubblico? OVVIAMENTE NO. Verrebbe dato in gestione a un privato, magari anche senza gara. Solita ricetta: soldi pubblici, guadagni privati. Ai comuni che ospitano la struttura restano i ristori ambientali, i risarcimenti per il danno ambientale.

Giustamente i cittadini e le cittadine di Villapiana hanno rifiutato questa “allettante proposta”. A Rende siamo mica fessi?

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