Politica Locale

Emergenza rifiuti. La verità di Fridays for Future gela il pres. ATO Manna: “troppo facile prendersela con i cittadini. Il problema è il sistema marcio”

TUTTA LA VERITÀ SULLA MONNEZZA

Ritorna ogni estate, prepotente e maleodorante. Ritorna, le discariche si riempiono e da Cosenza a Reggio Calabria per le strade si riversano tonnellate di rifiuti. È l’emergenza rifiuti, emergenza stagionale, che dà inizio alla farsa della politica calabrese.

Andiamo con ordine. Perché le discariche si riempiono? Anzitutto perché si producono troppi rifiuti inutili (imballagi, scarti alimentari, vestiti in buone condizioni ma demodè ecc). A livello nazionale ma anche regionale e locale la politica istituzionale non mette in campo strumenti efficaci per ridurre a monte la produzione di rifiuti e incentivare un consumo etico.

Nella nostra regione i Capoluoghi di provincia come Crotone con il 12%, Reggio Calabria con il 42% e Vibo Valentia con il 48%, sono i maggiori produttori di quantità di rifiuti e sono inevitabilmente i principali conferitori di rifiuti in discarica. La differenziata non basta, servono anche gli impianti industriali per riciclarli.

In Calabria pochi sono gli impianti industriali dove riciclare, addirittura manca del tutto un impianto dove riciclare la plastica. Spesso con un maggior costo si esporta in altre regioni o non si ricicla affatto.

Servono anche Centri di Riuso che intercettino, riparino e rimettano in circolo buona parte dei materiali gettati sottraendoli a riciclo e discarica.

Da 20 anni la classe politica calabrese da destra a sinistra ha scelto però chiaramente da che parte stare: dalla parte dei signori della monnezza che con la complicità della politica intascano fondi e soldi pubblici; dalla parte di quei privati che hanno un interesse di tipo economico affinché non si possa mai fare a meno di discariche e inceneritori.

Un esempio delle “false soluzioni” messe in campo contro l’emergenza rifiuti è l’ecodistretto che dovrebbe costruirsi a Villapiana (CS). Si tratterebbe di un megaimpianto che ci costa 43 milioni di euro di finanziamento, che si estende su più di 50.000 metri quadrati e che si vorrebbe dare come sempre in gestione a una società già individuata. Nel megaimpianto si dovrebbero trattare umido, indifferenziato, condizionamento dei fanghi, produzione di ammendante per l’agricoltura, Combustibile Solido Secondario (quello che serve per l’inceneritore di Gioia Tauro), produzione di gas metano da biodigestione anaerobica, ecc. Il Piano Regionale prevede per il nuovo ecodistretto una capacità a regime di trattamento complessivo di 146 MILA TONNELLATE ALL’ANNO.

Come può un simile impianto, la cui realizzazione impiegherebbe anni, essere spacciato come soluzione a un’emergenza che richiede i rifiuti vengano tolti dalle strade domani e non tra 3 anni? Siamo stanchx di false soluzioni che gravano sulle spalle delle persone! �Si cambi rotta e si scriva un Piano Regionale che impedisca la costruzione di simili obbrobri e si progettino con quei soldi piccoli impianti urbani di riuso e riciclo!

Invitiamo quindi infine ad unirsi in questa lotta tutti calabresi, i comitati, le associazioni ambientaliste e i movimenti. Dobbiamo imporre alla malapolitica e alle ecomafie un nostro Piano Regionale rifiuti e la difesa dei territori.

 EDIT: Se qui la raccolta differenziata non decolla da anni è troppo facile prendersela con la scarsa cultura e sensibilità dei cittadini e delle cittadine. L’ha fatto il Sindaco di Rende Marcello Manna che ieri ha annunciato un aumento della videosorveglianza presso le isole ecologiche e maggiori controlli. Forse i rendesi e le rendesi avrebbero bisogno che qualcuno si sedesse insieme a loro e ne ascoltasse le testimonianze?

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